Crisi e costosità case in affitto e acquisto

Case in affitto costose e scarse, case in vendita più costose perché, oltre ad essere considerate  il primo bene rifugio (mentre la finanza, per deficit di scolarizzazione, è considerata pericolosa), quando c’è maggiore domanda perché diversi acquirenti le hanno scelte dopo le difficoltà dell’affitto, i prezzi salgono.

A questo si arriva come conseguenza di scelte politiche nazionali e locali. La situazione è degenerata con l’overtourism e l’esplosione degli affitti brevi turistici: centri storici – e non solo – svuotati di residenti e di case in affitto residenziali; amministrazioni interessate a fare più soldi e quindi destinare i patrimoni pubblici ad affitti brevi, turismo ricco e centri commerciali.

Quel che resta nel mercato segue questo andazzo. Per esempio, molte case familiari ereditate, anche perché troppo grandi per le dimensioni medie delle attuali famiglie (che magari prima dell’eredità sono state costrette a comprare perché le alternative erano scarse e costose e quindi si sono ritrovate con due case di proprietà), vengono frazionate per gli affitti brevi e, male che vada, i proprietari preferiscono rivolgersi al molto remunerativo – per loro – mercato studentesco (più individui anche in case medio-grandi), con alta domanda e poca offerta, come conseguenza dei deficit delle politiche nazionali e locali sugli studentati.

Risultato: le case per uso residenziale sono al lumicino e costose. Tutti fattori concatenati. Le famiglie sono più piccole perché si fanno meno figli: alle donne che decidono per maggiore loro libertà, si aggiunge che le coppie valutano troppo costoso un figlio, anche grazie ad un contesto economico che vede l’Italia con stipendi più  bassi della media europea ed Ocse.

Chi non ha i soldi per frazionare le case grandi per il mercato degli affitti brevi turistici, ha l’alibi/opportunità dell’affitto agli studenti.

Alla fine le maggiori vittime sono i potenziali affittuari. Che spesso se ne vanno ai margini metropolitani dove gli affitti costano meno, ma contribuiscono ad intasare i trasporti pubblici e privati e a condizionare l’equilibrio ambientale e la qualità della vita.

Per capire, non è un caso che, nella città che viene considerata più vivibile nel mondo, Copenaghen, una residente la elogia così: “Puoi andare al lavoro in bicicletta, fare un tuffo in porto e dopo tornare a casa per cena. Non è un giorno speciale, è solo un martedì…. una dimensione che permette di spostarsi a piedi e in bicicletta è qualcosa che non ho trovato da nessun’altra parte.”

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC