CRISI D’IMPRESA +23%: ROTTAMAZIONE QUINQUIES SOTTO LE ATTESE- OSSERVATORIO IMPRESE E FISCO

Parte sotto le attese la rottamazione quinquies, mentre tornano a crescere in modo significativo le crisi d’impresa. Nel primo trimestre del 2026 si registrano infatti 2.885 liquidazioni giudiziali, in aumento del 23,2% rispetto allo stesso periodo del 2025 e sopra i livelli pre-Covid.

È quanto emerge dall’analisi CRIBIS aggiornata al 31 marzo 2026, che evidenzia anche un incremento del 37,1% rispetto al 2024 e del 50,9% rispetto al 2022. Un dato che segnala il ritorno a dinamiche di mercato più ordinarie, ma anche una crescente pressione sul sistema produttivo.

In questo contesto, la rottamazione quinquies – introdotta per favorire la regolarizzazione dei debiti fiscali e il recupero del gettito – sta registrando un livello di adesioni inferiore al potenziale.

Secondo Carlo Carmine, Presidente dell’Osservatorio Imprese e Fisco, il nodo non è la mancanza di interesse da parte dei contribuenti, ma i limiti strutturali della misura.
“La rottamazione quinquies rischia di essere un’occasione mancata. Non per assenza di domanda, ma perché è stata costruita con criteri troppo restrittivi rispetto alla realtà dei debiti fiscali oggi esistenti”.

Quattro, in particolare, le criticità evidenziate dall’Osservatorio:

  • Platea limitata: possono essere inclusi solo i carichi affidati alla riscossione entro il 31 dicembre 2023, escludendo una quota rilevante dei debiti più recenti;
  • Esclusione delle casse previdenziali private: restano fuori professionisti e studi strutturati;
  • Fuori gli avvisi di accertamento: una componente significativa del debito fiscale non è definibile;
  • Maggiore rigidità nei pagamenti: non è prevista la tolleranza dei cinque giorni, aumentando il rischio di decadenza.

Ne emerge un paradosso: mentre aumenta il numero di imprese in difficoltà, gli strumenti di gestione del debito fiscale risultano meno accessibili.

Le liquidazioni giudiziali si concentrano nelle aree economicamente più dinamiche del Paese, con la Lombardia in testa (572 procedure, pari al 19,8% del totale), seguita da Lazio e Campania. I settori più colpiti sono commercio, servizi, edilizia e industria, comparti particolarmente esposti all’aumento dei costi e alla contrazione della domanda.

“In una fase in cui le imprese tornano sotto pressione dopo anni di misure straordinarie, è fondamentale disporre di strumenti realmente efficaci. Così com’è, la rottamazione quinquies intercetta solo una parte limitata del debito fiscale esistente”, prosegue Carmine.

Secondo l’Osservatorio Imprese e Fisco, per rendere la misura più efficace sarebbero necessari interventi correttivi mirati: estensione ai carichi più recenti, inclusione delle casse previdenziali private, riapertura agli avvisi di accertamento e maggiore flessibilità nei pagamenti.

“Senza un intervento rapido, la rottamazione quinquies rischia di non raggiungere gli obiettivi di compliance e recupero del gettito proprio in una fase di crescente fragilità del sistema economico, rischiando così di rimanere una misura tecnicamente corretta ma sostanzialmente inefficace”, conclude Carmine.