Concorso notarile e annotazioni sui candidati: trasparenza e diritti da garantire

La recente pubblicazione, seppur per errore, di un file contenente annotazioni interne relative ai candidati del concorso notarile solleva interrogativi rilevanti sulla regolarità e sulla trasparenza delle procedure concorsuali pubbliche. 
Secondo quanto emerso, il documento conteneva non solo valutazioni sintetiche, ma anche commenti informali e annotazioni come “graziato” o “fenomeno”, espressioni che non appaiono riconducibili a criteri esclusivamente tecnici di valutazione degli elaborati.
Sebbene il file sia stato rimosso, l’episodio ha inevitabilmente generato dubbi tra i candidati e nell’opinione pubblica.
La questione assume rilievo giuridico in quanto i concorsi pubblici sono disciplinati dall’articolo 97 della Costituzione, che impone alla pubblica amministrazione di operare secondo principi di imparzialità e buon andamento. Ciò significa che ogni candidato deve essere valutato esclusivamente sulla base del proprio elaborato, in assenza di qualsiasi elemento soggettivo o personalizzato.
Un ulteriore principio fondamentale è quello dell’anonimato delle prove, posto a garanzia dell’oggettività della valutazione.
La giurisprudenza amministrativa ha più volte affermato che anche il solo dubbio sulla compromissione dell’anonimato o dell’imparzialità può determinare l’illegittimità della procedura concorsuale.
I candidati hanno diritto di accedere agli atti che li riguardano, ai sensi della legge n. 241 del 1990, per verificare la correttezza della valutazione.
Qualora emergano irregolarità, è possibile ricorrere al giudice amministrativo per la tutela dei propri diritti.
Il corretto svolgimento dei concorsi pubblici non riguarda solo i partecipanti, ma l’intera collettività. La selezione basata sul merito rappresenta uno dei pilastri dello Stato di diritto e garantisce la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Per questo è fondamentale che venga fatta piena chiarezza sull’accaduto e che siano assicurati il rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e legalità. La trasparenza non è una formalità, ma una garanzia. E tutelarla significa difendere i diritti di tutti i cittadini.

Smeralda Cappetti, legale, consulente Aduc