Caro voli. La presa d’atto che non potevano decidere altrimenti

Sul “caro voli” il Consiglio dei ministri ha preso atto della situazione e, nonostante i promettenti interventi risolutori dei giorni scorsi, ha partorito un topolino (1). E meno male perché altrimenti avrebbe gravemente compromesso il mercato, con preamboli a forti multe da parte dell’Unione europea.

Il topolino partorito riguarda i voli per le isole nei periodi di punta, intimando ai vettori aerei che sforano il 200% della tariffa media di non usare il tipico dinamismo dei prezzi che si modulano rispetto alla domanda (in genere, più a ridosso viene prenotato rispetto alla data di partenza, più costa il volo, avendo già riservato alcuni posti a queste dinamiche indipendentemente dalle prenotazioni già effettuate).

E quindi? Il mercato per il governo non esiste. L’intervento è sul non mercato … le tariffe che vanno oltre il 200%… ma quante saranno?

Un intervento fatto volutamente in questi termini, scartando ogni ipotesi di creare le condizioni economiche e fiscali perchè fosse il gioco domanda/offerta a condizionare i prezzi. Scartato ogni intervento per rendere più economico il servizio a chi lo presta. E quindi un nulla di fatto. Continueremo a pagare tariffe esose, anche andando sulle isole.. il 200%, suvvia….

1 – dal comunicato del Consiglio dei ministri:  per contrastare il “caro voli”, si vieta la fissazione dinamica delle tariffe da parte delle compagnie aeree, modulata in relazione al tempo della prenotazione, se la fissazione e’ applicata su rotte nazionali di collegamento con le isole e avviene durante un periodo di picco di domanda legata alla stagionalita’ o in concomitanza di uno stato di emergenza nazionale e se conduce ad un prezzo di vendita del biglietto, o dei servizi accessori, del 200% superiore alla tariffa media del volo. Inoltre, si considera “pratica commerciale scorretta” l’utilizzo di procedure automatizzate di determinazione delle tariffe – da e per le isole, ossia laddove sussistono esigenze di continuita’ territoriale – basate su attivita’ di profilazione web dell’utente o sulla tipologia dei dispositivi elettronici utilizzati per le prenotazioni, quando esso comporti un pregiudizio economico. Le compagnie dovranno sempre informare l’utente, per gli acquisti di biglietti online, circa l’utilizzo di strumenti di profilazione. (Agi)

 

Vincenzo Donvito Maxia – presidente Aduc