L’indagato è ritenuto responsabile dei reati di associazione per delinquere a carattere transnazionale dedita alla realizzazione di numerosi delitti contro la persona, tra cui omicidio, tortura, sequestro di persone, unitamente a numerose altre persone, al momento non identificate, condotte queste finalizzate alla realizzazione del trasferimento illegale di numerosi stranieri nello Stato italiano.
Le indagini sono state avviate nel giugno del 2023 dopo la denuncia di un cittadino straniero giunto clandestinamente a Lampedusa (Agrigento). Il denunciante rivelava il ruolo dell’indagato nell’associazione, quale carceriere e torturatore all’interno di una safe house nella località libica di Bani Walid, con l’incarico di mantenere l’ordine e le direttive impartite dai trafficanti libici anche con violenza ovvero attraverso percosse e torture inferte per indurre i familiari dei migranti a versare somme di denaro, come prezzo preteso per la liberazione e la successiva traversata in mare.
Il 30enne veniva anche indicato quale autore dell’omicidio di un minore straniero, accoltellato alla gola poiché ribellatosi al tentativo di violenza sessuale che l’indagato intendeva filmare per indurre i familiari a versare denaro per la sua liberazione.
Tramite le indagini gli investigatori hanno trovato pieno riscontro alle testimonianze di altri migranti ristretti nel medesimo campo di prigionia, i quali hanno fornito ulteriore prove in relazione alle responsabilità penali dell’indagato quale autore di atroci violenze nei loro confronti, riconoscendone anche l’effige che ne ritraeva il volto.
I poliziotti attraverso l’analisi degli indirizzi Ip relativi alle connessioni stabilite dall’indagato mediante il suo profilo social, hanno tracciato la presenza dello stesso a Bani Walid, il transito sul territorio italiano e il successivo spostamento su quello tedesco.
Gli investigatori del Servizio centrale operativo di Roma, delle Sisco (Sezioni investigative del Servizio centrale operativo) di Palermo, della Squadra mobile del capoluogo siciliano, della Polizia di frontiera aerea e del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia, su delega della procura palermitana, Direzione distrettuale antimafia, una volta preso in consegna l’uomo, hanno dato esecuzione, nei confronti del cittadino straniero, dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Palermo, sulla base della quale era stato emesso il mandato d’arresto europeo.
