AGITU GUDETA, UN DRAMMA CHE SVELA L’IPOCRISIA E ACCENDE I RIFLETTORI SUL PROBLEMA DEI CONTROLLI

Agitu Ideo Gudeta violentata mentre era a terra agonizzante. E’ la scena agghiacciante che vede vittima una donna etiope e protagonista un cittadino del Ghana, regolarizzato in Italia proprio da chi, straniera anch’essa, sarebbe poi diventata la sua vittima.

Eppure, prima della confessione – afferma Maricetta Tirrito, presidente dell’associazione Una Donna – già si era levato il coro di coloro che vedevano nell’aggressione lo sfondo razzista, che avevano condannato la nostra società prima ancora di conoscere i fatti. Un pregiudizio che rasenta anch’esso il razzismo, ma al contrario.

Si stava gridando all’odio razziale prima che un ghanese confessasse l’omicidio. Quando però è stato chiaro che la matrice non era da cercare su quel versante, è calato il silenzio. Un silenzio che non condivido, e contro cui combatto, perché se è vero che ogni violenza contro una donna, qualsiasi donna, va condannata, è altrettanto vero che il modello per cui chi riceve accoglienza non venga prima controllato a dovere è un modello che rappresenta un pericoloso fallimento.

Che sia lo Stato oppure un privato cittadino, che sia italiano o straniero, è un fatto che l’accoglienza indiscriminata provoca storture, come quest’ultima terribile vicenda. Molto più spesso ci si ferma a livelli delinquenziali più bassi, e per questo non se ne parla abbastanza.

Lo sdegno contro i presunti razzisti lo sentiamo quotidianamente, ma non lo sentiamo contro l’immigrazione clandestina e le sue conseguenze. Per questo da oggi e per il futuro accenderemo i riflettori su ogni episodio di questo tipo, piccolo o grande che sia, per non lasciare nell’oblio un fenomeno che andrebbe invece monitorato e controllato. Una cosa è l’accoglienza, altro è il rispetto delle regole: le due cose devono andare di pari passo.