Affidabilità delle auto: cosa emerge dall’indagine Altroconsumo su 53mila automobilisti europei

Quando si acquista un’automobile, il desiderio di stile o di prestazioni finisce quasi sempre per cedere il passo a una preoccupazione più concreta: non avere brutte sorprese nel tempo. Perché, al di là del prezzo d’acquisto, ciò che gli automobilisti temono davvero sono i guasti improvvisi e le spese di manutenzione inattese. Non sorprende quindi che l’affidabilità emerga come il criterio di scelta più importante in assoluto.

A confermarlo è la nostra indagine, condotta attraverso un questionario al quale hanno risposto oltre 53mila automobilisti in dieci Paesi europei: Italia, Belgio, Finlandia, Francia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Spagna. I risultati parlano chiaro: l’affidabilità è indicata quale elemento determinante di scelta da ben il 41% degli intervistati italiani, i quali vogliono evidentemente tenere lontani i guasti, le spese di riparazione e gli appuntamenti dal meccanico.

Al secondo posto abbiamo il tipo di carburante, ritenuto prioritario per la scelta dal 17% dei rispondenti, così come è legato a esigenze simili il terzo aspetto più menzionato, ossia il consumo (13%). Le esigenze personali e familiari risultano invece essenziali nella scelta del modello di auto per il 12% del nostro campione italiano.

Mercato dell’usato in crescita
Nonostante la crescita costante della quota di veicoli elettrici, il panorama automobilistico europeo racconta una storia diversa e, per certi versi, controcorrente: il parco auto continua a invecchiare praticamente ovunque. Un trend ormai strutturale, che emerge con chiarezza anche dai risultati della nostra indagine.
Ben un terzo delle automobili valutate risulta acquistato di seconda mano, segno di un mercato dell’usato sempre più centrale nelle scelte degli automobilisti. L’Italia rappresenta in questo senso un’eccezione parziale, con una percentuale più contenuta ma comunque significativa: il 19% delle auto prese in esame nel nostro Paese proviene dal mercato dell’usato.

Questo scenario ha un impatto diretto anche sulle nostre classifiche di affidabilità, suddivise per tipologia di alimentazione. Accanto a modelli ancora presenti nei listini come vetture nuove, trovano spazio anche auto non più in produzione ma ampiamente diffuse sul mercato dell’usato. Un approccio che rende le graduatorie uno strumento concreto e utile, offrendo veri e propri “consigli per gli acquisti” a chi è alla ricerca di un’auto affidabile, indipendentemente dal fatto che si tratti di un modello appena uscito dalla concessionaria oppure con qualche anno sulle spalle.

L’indice di affidabilità
Per costruire un quadro il più possibile solido e realistico, abbiamo chiesto agli automobilisti di fornirci informazioni dettagliate sulla propria vettura: marca e modello, anno di immatricolazione, momento dell’acquisto, chilometraggio percorso e la tipologia di guasti riscontrati nel corso del tempo. Abbiamo inoltre indagato se gli interventi di riparazione siano avvenuti durante il periodo di garanzia o dopo la sua scadenza, così come i costi sostenuti per rimettere l’auto su strada.

Un patrimonio di dati ampio e articolato, basato su esperienze reali e su elementi oggettivi, che ci ha permesso di tradurre le risposte raccolte in un indice di affidabilità chiaro e immediato. Il risultato è un punteggio espresso su una scala da 0 a 100, pensato per offrire al lettore uno strumento di valutazione semplice, comparabile e soprattutto utile per orientarsi in un mercato sempre più complesso e in continua evoluzione.

Auto giapponesi in testa
Ai vertici della classifica dell’affidabilità dominano senza rivali le case automobilistiche giapponesi, che occupano l’intera parte alta della graduatoria. A guidare il gruppo è Lexus, marchio premium del gruppo Toyota. Subito alle sue spalle si piazza la stessa Toyota, a conferma di una filosofia industriale che da anni fa dell’affidabilità uno dei suoi tratti distintivi.

Il podio si completa con un ex aequo al terzo posto tra Suzuki e Subaru, altre due realtà nipponiche che da tempo si distinguono per solidità meccanica e costanza qualitativa. In generale, l’affidabilità sembra parlare chiaramente “orientale”: le marche asiatiche, infatti, dominano la classifica, occupando ben dieci delle prime undici posizioni. Considerando anche Smart – oggi frutto di una joint venture sino-tedesca – il primato del continente asiatico appare ancora più evidente.

Tra i brand con affidabilità giudicata ottima figurano nomi storicamente ben posizionati nelle nostre rilevazioni, come Honda, Mazda, Mitsubishi e Kia, accanto a protagonisti più recenti della mobilità elettrica. Spiccano, in particolare, Tesla (unica vera “intrusa” non asiatica e rappresentante degli Stati Uniti) e BYD, colosso cinese in forte ascesa che sta ridefinendo gli equilibri del mercato globale.

E il gruppo Stellantis, che riunisce sotto lo stesso ombrello anche i marchi italiani? La risposta arriva dalla fascia centrale della classifica. Le performance migliori all’interno del gruppo sono quelle di Lancia e Fiat, che mostrano segnali di rinnovata vitalità, seguite da Jeep e Alfa Romeo. Più arretrata Opel, mentre il terzetto francese composto da Citroën, DS Automobiles e Peugeot si colloca un gradino più in basso, pur mantenendo una valutazione complessiva di qualità buona.