TUTELA DEL “MADE IN ITALY”

I funzionari del Servizio Antifrode dell’Ufficio delle Dogane e i finanzieri del Gruppo di Trieste hanno sottoposto a sequestro più di 12.000 cinture – contraddistinte dall’indebita apposizione del marchio internazionale “vera pelle”, accompagnato da diciture sulla genuinità del pellame in lingua tedesca ed inglese – denunciando il responsabile dell’azienda destinataria delle stesse per contraffazione e vendita di prodotti industriali con segni mendaci. Le cinture provenivano dalla Turchia ed erano destinate ad una società tedesca che, a seguito di controlli esperiti presso l’Ufficio Nazionale Industria Conciaria – titolare del marchio – è risultata non essere licenziataria del marchio internazionale “U.N.I.C. ”. Il sequestro avvenuto presso il Punto Franco Nuovo di Trieste conferma, ancora una volta, l’efficacia del dispositivo di contrasto posto in essere dalla Dogana e dalla Guardia di Finanza che, nella complessa attività di analisi dei rischi sulle spedizioni che transitano nel porto giuliano, al fine di contrastare ogni tipologia di traffico illecito, pongono una particolare cura e attenzione alla tutela del “made in Italy” e dei marchi e brevetti, nell’interesse e per la salvaguardia del consumatore e dei titolari dei diritti di proprietà intellettuale. Sono, infatti, sempre più numerosi i casi in cui si registrano tentativi di introdurre nel territorio nazionale e comunitario prodotti che, riportando false diciture quali “Made in Italy” traggono in inganno il consumatore sulla qualità e sull’origine del prodotto che, generalmente, presenta caratteristiche al di sotto degli “standard” di qualità garantiti da marchi e brevetti depositati oltre a produrre un effetto distorsivo sul mercato, in termini di concorrenza sleale.