Fisco e rapporto di fiducia coi contribuenti. Una aliena all’Agenzia delle Entrate?

Che uno Stato moderno debba funzionare basandosi sul rapporto di fiducia coi cittadini e soprattutto coi contribuenti, è un principio base di qualunque ordinamento civico. Ed è quello che avrà pensato (dopo -immaginiamo- averlo studiato a scuola) la direttrice dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, oggi in audizione alla Camera: le nuove misure fiscali e l’impegno quotidiano dell’Agenzia delle Entrate sul fronte operativo sono "risposte concrete all’esigenza diffusa di un cambio di passo nei rapporti tra l’Amministrazione finanziaria ed i contribuenti". Ci domandiamo se la direttrice Orlandi sia sbarcata alcuni mesi fa provenendo da un Pianeta di un altro sistema stellare oppure sia un’abile mestatrice. Ovviamente crediamo che la sua astronave sia atterrata a Cape Canaveral e poi, con un aereo di linea, mescolandosi tra turisti e profughi vari, sia giunta dalla Florida a Roma. E, nonostante alcuni studi accorti delle abitudini e dei metodi del pianeta Terra, dipartimento Italia, non e’ riuscita a ben perfezionare la conoscenza del nostro Stivale. Siamo giocherelloni? Amanti della scienza e della fantascienza sì, ma giocherelloni no. Quindi in grado di distinguere il serio dal faceto e, di conseguenza, la civiltà dalla barbarie, dove quest’ultima ben si esprime nel nostro sistema fiscale e contributivo. E diamo alla direttrice Orlandi il beneplacito alieno piuttosto che quello della disonestà. Lo diciamo a ragion veduta, avendo a disposizione migliaia di esempi, ma citandone solo tre, molto di attualità ed eclatanti. Il pagamento dell’imposta/canone Rai, il pagamento delle multe in genere, i metodi per ricorrere cercando di far valere le proprie ragioni contro una presunta ingiustizia da parte della pubblica amministrazione. Sul canone Rai basta solo ricordare il massacro di civiltà giuridica e logica che si sta mettendo in atto con la scadenza del prossimo 16 maggio per evitare di pagare due o tre imposte che altrimenti non sarebbero dovute. Sul pagamento delle multe che, per un giorno di ritardo raddoppiano mentre lo Stato ci mette anni a rimborsarti e solo dopo essere stati costretti a giudici, commissioni, etc con costi spesso superiori al rimborso a cui si avrebbe diritto. Sui metodi di ricorso ricordiamo solo il fatto che è più facile, meno costoso e più rapido ricorrere contro qualcuno che è fuori dell’Italia (ma in Unione Europea), che non uno che sta a Palermo o Milano o nella nostra città.
E questo sarebbe il nuovo metodo a cui la direttrice Orlandi fa riferimento? Suvvia, non siamo appassionati acefali dei contenitori mediatici di intrattenimento che vengono erogati coi soldi del nostro canone/imposta. Siamo comuni mortali e comuni contribuenti, esigenti per diritti e doveri… ma da parte di tutti, non solo da parte dei sudditi. Orlandi potrebbe replicare che queste sono le leggi e di meglio non si puo’ fare… troppo facile! Fare la direttrice dell’Agenzia delle Entrate, secondo noi, non e’ un lavoro, ma una missione retribuita, e i missionari o sono fanatici o sono razionali. Ma nel nostro caso abbiamo un’aliena che -senza neanche il senso dell’umorismo- va nel nostro Parlamento a raccontare barzellette.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc