Governo Renzi, una questione di fiducia

Mai come in questa Legislatura, il voto di fiducia è tale nel vero senso della parola e non solo dal punto di vista tecnico.

Infatti, sia con Letta che ora con Renzi si chiede la fiducia a prescindere dal volere degli italiani e con maggioranze date dagli effetti di una legge elettorale e di un voto a coalizioni che ormai non esistono più.

Soprattutto per chi dà un appoggio esterno, quindi, il voto si basa su un giudizio a priori sulla persona di Matteo Renzi, anche perché le riforme istituzionali sono state delineate in termini troppo generali e non sono chiare nè le proposte concrete nè le coperture finanziarie.

Ciò che è chiaro invece, è che Renzi è partito annunciando la Riforma elettorale ed il Job Act: finora si conoscono i contenuti solo della prima, a riprova che le priorità della politica italiana non sono purtroppo cambiate.

Il primo effetto dell’azione di Renzi è stato il ritorno sulla scena politica di Berlusconi. Il secondo, una legge elettorale che mina la rappresentatività in nome della governabilità. Il terzo, la caduta del Governo Letta (si noti il controsenso).

Con queste premesse è assai difficile dare fiducia al Governo Renzi.

Democrazia in Movimento