GRILLO, CHI VIENE ELETTO NON è STAR MA PORTAVOCE CITTADINI

‘In Italia chi viene eletto diventa subito una star’: Beppe Grillo su Facebook, il giorno dopo il raduno di Parma, indirizza i suoi strali nei confronti dei rappresentanti del popolo offuscati dall’ebbrezza della visibilità. Un riferimento, probabilmente, all’arrivo ieri in piazza di Giovanni Favia, subito attorniato da giornalisti e televisioni. Grillo prosegue nella critica all’eletto-star: ‘Gli mettono dei microfoni sotto il naso, lo intervistano in televisione (ah, la televisione… sai ti ho visto in televisione…), piazzano la sua foto sui giornali e chi prima faceva tutt’altro (magazziniere, cameriere, fiorista, impiegato di banca… con tutto il rispetto dei magazzinieri e dei camerieri e dei fioristi e degli impiegati di banca) diventa un politico che si occupa di questioni come il concetto di democrazia, il principio di rappresentanza, l’eterogenesi dei fini, spesso con un piccolo accenno a Schopenhauer e Lev Trotsky, ai filososofi greci e a Paperoga’.
‘Gli sfugge, dimentica, nell’ebbrezza della raggiunta visibilità (ah… la visibilità), che l’unico compito che gli è stato attribuito – conclude – è di svolgere le sue funzioni in Comune, in Regione o in Parlamento in qualità di dipendente e di portavoce e applicare il programma concordato con i cittadini che gli pagano lo stipendio’.