Cambi: montagne russe sull’FX

Ci troviamo di fronte a mercati veramente volatili, che se volessimo usare un gioco di parole, alternano nel brevissimo periodo colombe ad aquile. Le escursioni a rialzo o a ribasso sono davvero repentine e ogni minima notizia o aspettative che riguarda il problema greco è in grado di mutare il sentiment di breve degli operatori, che comunque stanno facendo sì che le correlazioni esistenti tra propensione al rischio e vendita di dollari americani (e viceversa) si siano ricreate regalandoci così la possibilità di lavorare per la giornata odierna con un aiuto in più, oltre a quello fornitoci dai livelli tecnici. Ieri è arrivata la notizia secondo la quale, quello che avrebbe dovuto essere un meeting tra i ministri finanziari dell’area euro previsto per la giornata di oggi, si è invece trasformato in una conference call, facendoci così capire che non verrà raggiunta una decisione sullo stacco dell’assegno da 130 miliardi alla Grecia. Il prossimo meeting dell’Eurogruppo è programmato per il prossimo 20 Febbraio, che essendo lunedì potrebbe regalarci un altro week end da montagne russe, in attesa della riapertura dei mercati asiatici domenica notte. Questa decisione ha pesato in maniera importante sul rischio e sulla moneta unica europea, soprattutto contro il biglietto verde, dove siamo arrivati a toccare il livello di 1.3080, per poi risalire prepotentemente fino a sfiorare nuovamente 1.3200 (siamo arrivati a 15 punti da li’), sulle forti vendite di dollari che hanno accompagnato le forti salite viste sui mercati asiatici (che hanno fatto salire anche i futures sugli indici americani) dopo le parole del presidente della People Bank of China che ha ribadito come il Paese sia convinto di voler fornire un aiuto finanziario all’Europa tramite l’Efsf ed il futuro Esm. Queste salite sono state accompagnate da salite sulla sterlina, il dollaro australiano, il dollaro canadese, l’oro ed il petrolio, il che ci va a confermare che il mercato dollaro centrico si sta muovendo nella stessa direzione sul biglietto verde, nel momento in cui ritorna un pizzico di fiducia tra gli investitori. In casi come questo, diventano importanti soprattutto i livelli di resistenza (nel caso in cui le aspettative fossero di un raggiungimento del si da parte dell’Eurogruppo), che se dovessero saltare sull’euforia del mercato, potrebbero portare a buoni rialzi. Dovessero arrivare notizie negative dalla video call di oggi, potremmo vedere i supporti attaccati. Passiamo all’analisi tecnica e all’eurodollaro, nello specifico, per notare come la tendenza positiva in atto da gennaio sembra sia stata pesantemente interrotta ieri. La tendenza che indicava, per ieri, un supporto dinamico in area 1.3150 è stata oltrepassata a seguito del generale rafforzamento di dollaro. La notte appena conclusa ha invece trasmesso un messaggio completamente differente, dato che e’ stata di nuovo oltrepassata la trendline di cui abbiamo appena detto (questa volta a rialzo) ed il mercato sembra di nuovo pronto per una salita. Capite che in uno scenario del genere, dalla grande incertezza, forse val la pena allargare l’orizzonte temporale, isolarsi dalla volatilita’ di brevissimo, ed affidarsi a livelli statici chiari più di lungo: per esempio il supporto che e’ possibile trovare a 1.3030, toccato due volte tra l’1 e il 6 febbraio e quel livello di resistenza compreso fra 1.3230 e 1.3260. E’ una bella salita quella che sta compiendo il cambio UsdJpy sino dal doppio minimo di 76 figura. Abbiamo assistito, ieri, ad un ulteriore accelerazione in grado di portare alla rottura del livello di precedente resistenza posizionata a 78.25. Crediamo che le prossime ore chiariranno se la rottura di questo livello che resisteva da inizio novembre sarà portatrice di un aumento dei prezzi ed un ritorno al massimo di riferimento successivo di 79.50. Intanto, per il momento, il livello di rottura diviene supporto di giornata. Complice la salita del UsdJpy, il cambio EurJpy sembra si stia apprestando a confermare la rottura del livello di resistenza posizionato a 103.20. La media mobile di lungo (100 periodi esponenziale) su grafico giornaliero, indica che questo livello potrebbe aprire la strada ad un ritorno nei pressi di 106, in direzione della seconda delle medie di lungo periodo (200 exp).
Anche il cable ha mostrato ieri una flessione, andando poi questa notte a riprendere parte del terreno perso. Cio’ che nel frattempo possiamo giudicare di interesse e’ stato il test perfetto del livello di supporto posizionato a 1.5650, dove non solo troviamo un livello statico di riferimento precedente ma anche la coincidenza con il primo dei livelli di supporto suggeriti da Fibonacci prendendo in considerazione la tendenza positiva incominciata a meta’ gennaio e culminata con il massimo di 1.5925 la settimana passata. Nell’immediato troviamo una resistenza a 1.5735 che potrebbe, se rotta, condurre a 1.58 figura come obiettivo di giornata. Nonostante la volatilità di altri cambi (pur sempre all’interno di range definiti comunque) il cambio UsdChf viaggia ancora all’interno di 150 punti di trading range. Troviamo resistenza a 0.9250 e supporto a 0.91 figura. Vediamo ora il cambio EurChf, che non e’ riuscito a consolidare oltre la resistenza chiave di 1.2125 i giorni passati ed ha incominciato nuovamente un percorso ribassista. L’altro livello da considerare si trova a 1.2030 ed è il minimo raggiunto dai prezzi sino dal 14 settembre. Concludiamo con il cambio AudUsd che, nella flessione di ieri, ha dato modo di confermare il livello di supporto dinamico che stiamo osservando da giorni. Parliamo del livello posto a 1.0650 (superato di qualche pip ieri) che è a sua volta indicato dalla tendenza positiva con origine sino da metà dicembre scorso. Sino a che questo riferimento terrà la tendenza del cambio sarà di continua salita alla ricerca dei massimi precedenti.

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