Dopo l’incontro con Monti, Berlusconi rassicura il partito

Massimo riserbo sia sulla colazione di lavoro di ieri, durata più di tre ore a Palazzo Chigi tra Mario Monti, Silvio Berlusconi, Angelino Alfano, Gianni Letta e il sottosegretario Antonio Catricalà, sia sul vertice del Pdl convocato alle 21 a Palazzo Grazioli. Alla vigilia dei ballottaggi di domenica e lunedi’ prossimi nelle elezioni amministrative a prevalere è la prudenza.
A sgombrare il campo da malevole interpretazioni sulla durata dell’incontro ci ha pensato lo stesso Berlusconi che nel pomeriggio è arrivato alla Camera per votare la fiducia chiesta dal governo sul decreto riguardante le commissioni bancarie. A chi gli chiedeva notizie sul summit conclusosi poco prima, l’ex presidente del Consiglio replicava dicendo che la sua presenza a Montecitorio per il voto di fiducia non era casuale. Secondo alcune indiscrezioni, Berlusconi e Alfano avrebbero confermato a Monti che il Pdl non ha intenzione di far mancare i propri voti all’esecutivo anche se d’ora in poi il sostegno sarà accompagnato da più ferme richieste di chiarimento su ogni singolo provvedimento. Da qui il confronto che si sarebbe sviluppato a largo raggio sull’intera agenda del governo: dalla politica europea alla giustizia, dalla governance da assicurare alla Rai alle prossime nomine per le authority. Si sarebbe fatto riferimento anche alla riforma elettorale, questione quest’ultima su cui preme il presidente Giorgio Napolitano.
Berlusconi, hanno riferito alcuni deputati che si sono assiepati intorno al loro leader quando ha fatto il suo ingresso alla Camera, avrebbe ribadito che la linea del Pdl resta quella di non staccare la spina al governo perche’ la crisi economica e’ tutt’altro che superata. L’ex premier ha spiegato che e’ sua intenzione usare il tempo che resta della legislatura fino alla primavera del 2013 per far decollare il progetto di una federazione dei moderati che possa avere l’adesione dell’Udc di Pier Ferdinando Casini e della Fondazione ItaliaFutura di Luca Cordero di Montezemolo. Nel corso del vertice serale con lo stato maggiore del Pdl, Berlusconi e Alfano avrebbero confermato la versione di un incontro con Monti in cui sono state ribadite le richieste del partito sulle prossime scadenze parlamentari. L’argomentazione usata per arginare le richieste di chi pensa nel Pdl che sarebbe meglio far cadere l’esecutivo ha fatto riferimento alla crisi economica. Nel corso della colazione di lavoro, Monti avrebbe infatti insistito nel segnalare che ogni turbolenza nell’azione del governo ha inevitabili ripercussioni sui mercati e finisce per penalizzare l’Italia. Il presidente del Consiglio avrebbe perciò chiesto a Berlusconi e Alfano la conferma di fiducia. Berlusconi ha spiegato la propria contrarietà alle elezioni anticipate citando il caso della Grecia, dove il ricorso alle urne non ha risolto le difficoltà di stabilità politica di quel paese. Quanto al successo delle liste del Movimento 5 stelle, l’ex premier si e’ detto persuaso che sia un segnale di insofferenza nei confronti dei partiti a cui si deve rispondere introducendo forti novità sulla scena politica. Nel vertice a Palazzo Grazioli si è discusso anche di legge elettorale, giustizia e soprattutto della prospettiva della federazione dei moderati. Sul primo punto il Pdl si orienterebbe a modificare le norme elettorali in vigore inserendo la preferenza a disposizione dell’elettore per il 70% degli eletti riservando ai partiti un 30% di candidati da eleggere su lista bloccata. Si ritiene che il mantenimento del cosiddetto ‘porcellum’ possa favorire la nascita della federazione perchè obbliga al formarsi di coalizioni per ottenere il premio di maggioranza in caso di vittoria. L’ipotesi della federazione dei moderati e’ considerata prioritaria da Berlusconi e Alfano anche perchè l’andamento della crisi di leadership nella Lega Nord non permette di puntare a riedizioni di vecchie alleanze. Tra le tante indiscrezioni sulla federazione dei moderati, c’e’ anche quella che fa riferimento ad alcune novita’ che potrebbero prendere forma gia’ la prossima settimana. Per esempio, il costituirsi di gruppi parlamentari apripista alla Camera e al Senato dove confluirebbero i più convinti assertori dell’unità dei moderati. Resta però scettica la componente ex Alleanza nazionale del Pdl su una rapida evoluzione della prospettiva della federazione dei moderati. Gli ex ministri Ignazio La Russa e Altero Matteoli hanno espresso il loro dissenso perfino sull’opportunita’ dell’incontro di Berlusconi e Alfano con Monti a pochi giorni dai ballottaggi nelle elezioni amministrative, ritenendo che l’appoggio al governo tecnico sia la ragione principale della flessione di consensi elettorali registrata nella propria base sociale.