RADIO ZANCA: SUICIDARSI NELL’ERA MODERNA

A primo impatto il titolo del presente articolo, può generare inquietudine, allarme o paura. Si vuole solo esprimere una riflessione in ordine ai comportamenti tenuti da alcuni componenti la società moderna (esimi professionisti) che per le loro libera scelte, rischiano il suicidio patrimoniale personale e talvolta anche quello familiare. Ci riferiamo ai componenti dei collegi sindacali delle pubbliche amministrazioni e delle società partecipate. Ci riferiamo a questi “Ragionieri” che strisciando dietro l’ombra del politico di turno ottengono il sospirato incarico di revisore. A questi professionisti, che pur di poter scrivere nel proprio curriculum professionale l’incarico ricevuto, dimenticano le responsabilità previste dalla legge nei loro confronti. Anche un bambino, innanzi al rischio di perdere tutto il suo patrimonio di giocattoli, terrebbe un comportamento consono e rispettoso delle leggi e certamente non chiuderebbe gli occhi davanti ai gravi comportamenti che i pubblici amministratori compiono nella gestione della cosa pubblica, determinando danno a tutti i cittadini, sia patrimonialmente che funzionalmente (per servizi non resi o resi insufficientemente). I cittadini sono incazzati del vergognoso comportamento dei pubblici amministratori e sembrano impotenti davanti allo strapotere delle gestioni allegre della cosa pubblica. I cittadini pensano che solo il Tribunale possa intervenire a difesa dei loro diritti nella fruizione di servizi, per i quali pagano mensilmente le tasse trattenute forzatamente sui loro miseri stipendi. Invece il nobile legislatore dopo l’eliminazione degli organi di controllo (CORECO), ha rafforzato il potere di controllo degli organi interni (collegi sindacali), solo che questi (formati dai famosi “Ragionieri”) assumono un atteggiamento supino nei confronti di coloro che li hanno nominati, dimenticando che durante il proprio incarico svolgono una funzione pubblica e pertanto possono incorrere in diversi reati, che vanno dal falso ideologico all’omissione. I cittadini non comprendono come alcune partecipate pubbliche, dalle aziende di trasporto a quelle dei rifiuti, abbiano “voragini” nei loro bilanci e come tutto questo avvenga sotto gli occhi dei “Ragionieri” nominati per vigilare nell’interesse di tutti (anche il loro). Ci domandiamo se questi “Ragionieri” effettuino le dovute segnalazioni sia all’organo consiliare, che alla Corte dei Conti e magari censurino (rilievi) i gravi comportamenti di improvvisati amministratori della cosa pubblica. I cittadini sono incazzati e non solo con i politici, ma anche con questi “Ragionieri-Servi”.