La Polizia di Stato di Rimini ha individuato e denunciato un quarantottenne residente a Rimini. La vicenda trae origine dalla pubblicazione sul web di immagini intime della vittima, corredate da nome e cognome.
L’attività investigativa della Squadra Mobile ha consentito di ricostruire una vicenda articolata, caratterizzata da una progressiva intrusione nella vita privata, sentimentale e professionale di una quarantaduenne residente a Rimini, culminata, nel marzo 2026, nella diffusione attraverso internet di immagini intime della donna, associate alle sue generalità.
Particolarmente significativo è il modo in cui la vittima è venuta a conoscenza della pubblicazione. La donna, infatti, del tutto inconsapevole che le proprie immagini fossero state diffuse sul web, ha iniziato ad accorgersi di qualcosa di anomalo quando, improvvisamente, numerosi profili di persone a lei sconosciute hanno cominciato a seguirla sui propri account social.
A rendere concreto il sospetto è stato, successivamente, il messaggio privato ricevuto da uno di questi sconosciuti, il quale le comunicava di aver trovato, all’interno di un sito internet, fotografie intime che la ritraevano, pubblicate unitamente al suo nome e cognome.
Gli accertamenti svolti dalla Squadra Mobile di Rimini hanno consentito, in particolare, di raccogliere numerose dichiarazioni testimoniali, dalle quali sono emersi elementi convergenti circa il persistente interesse dell’indagato nei confronti della vita privata, sentimentale e lavorativa della donna anche dopo la conclusione della relazione, tanto che l’indagato avrebbe più volte contattato anche persone appartenenti alla sfera personale e professionale della donna, al fine di acquisire informazioni sulla sua vita privata e sulle sue frequentazioni, nonché a diffondere giudizi negativi sul suo conto.
L’attività investigativa si è inserita in un quadro già caratterizzato da un precedente provvedimento di ammonimento del Questore, adottato nel febbraio 2025 nei confronti dell’uomo per condotte riconducibili agli atti persecutori di cui all’art. 612-bis c.p., a seguito delle quali erano stati documentati numerosi contatti e comportamenti intrusivi nei confronti della donna.
La successiva diffusione delle immagini intime, avvenuta nel marzo 2026, ha quindi rappresentato un ulteriore e particolarmente grave episodio oggetto degli approfondimenti investigativi.
La notizia della pubblicazione online delle immagini e dei dati personali della donna era stata tempestivamente acquisita dagli uffici della Polizia di Stato, consentendo l’avvio degli accertamenti che hanno portato allo sviluppo dell’attività investigativa. Gli atti successivamente trasmessi dalla Squadra Mobile alla Procura della Repubblica hanno documentato, attraverso l’escussione delle persone indicate dalla persona offesa, una pluralità di elementi convergenti utili alla ricostruzione della vicenda.
Nell’ambito dell’attività investigativa, gli operatori della Polizia di Stato, su delega dell’Autorità Giudiziaria, hanno proceduto alla perquisizione dell’abitazione e degli ulteriori luoghi nella disponibilità dell’indagato, che hanno permesso di ritrovare numerose foto e riscontri a quanto lamentato dalla donna.
