Elisabetta Gagliardi: la musica ha un grande potere salvifico. Ha la possibilità di esserci sempre, di portare emozioni e messaggi da condividere

Elisabetta Gagliardi è una cantante e songwriter italiana. Piemontese Doc, Elisabetta è diplomata in pianoforte presso il Conservatorio “A.Vivaldi” della sua sua città, Alessandria e laureata in canto pop presso il Conservatorio “G.Verdi” di Milano. Nel corso della sua carriera si è esibita in numerose manifestazioni, concorsi e apparizioni TV sia come solista  che con la band riscuotendo sempre ottimi riscontri dalla critica.

Il suo singolo di esordio Una Volta Sola, scritto insieme al bassista Nicola Bruno nel settembre 2015, raccoglie una grande attenzione da parte dei media e della critica Italiana vincendo premi importanti: “Premio della Critica Radio Capital” (Maggio 2015), Premio “Mtv New Generation” (Settembre 2015), “Premio D’autore città di Asti” (Luglio 2016), Premio “Deejay on stage” indetto da Radio Deejay (Agosto 2016). Grazie a quest’ultimo il brano viene messo in rotazione dall’emittente nazionale.

Nel  settembre 2016 Elisabetta Gagliardi, partecipa al prestigioso Festival della Musica Italiana di New York e vince il Premio con la sua canzone basso e voce.

A giugno 2017 esce Pecore nere primo singolo elettro-pop prodotto dal Dj Produttore Andrea Bertolini e dal Dj Francesco Pistoi in arte “Pisti”, già membro dei Motel Connection.

A Marzo 2022, a distanza di alcuni anni dall’ultima pubblicazione, anni un cui si è dedicata alla formazione e didattica musicale ai fini dell’insegnamento, pubblica un nuovo singolo, “ Nel centro di New York” riconfermando il sodalizio con il bassista Nicola Bruno e affidando la produzione al Producer Erik Bosio.

Attualmente è docente presso Conservatorio di Milano “G.Verdi”.

Nel 2025 si presenta con un nuovo progetto dal titolo “ Pills for Reels”: pillole strumentali di un mimuto/un minuto e mezzo al piano forte da lei composte e registrate e arrangiate nello studio 7 di Londra dal produttore e Music Engineer Andrea Lepori.

Le pillole strumentali hanno un retrogusto nostalgico e francese e sono assolutamente cinematografiche.
Le prime 5 Pills si intitolano: Amor Fou, I rumori della guerra After Love, Beautiful Places fuori Milano, Meyer’s Bridge-casaBase, Come back to Roma senza navigatore.

Ad Aprire le 5 Pills, la pillola dal titolo: Lettera a mano, 23 Gennaio 2016.

Le Pillole strumentali faranno faranno parte di un concept album sui sentimenti e le emozioni che prevede anche canzoni cantate.

Nell’estate del 2026 riceve il premio “ Reti dei Festival” nell’ambito del Festival “Voci x la libertà – Una canzone per Amnesty” con la canzone “ Toc Tac chi bussa?”, un brano che parla di libertà e rispetto della Donna.

Elisabetta, che cos’è quell’energia che ti accompagna nella vita?

Sicuramente l’energia che mi accompagna è data dall’amore verso ciò che faccio sorretta da una grande passione. Un’energia che si può anche identificare in un senso di gratitudine verso la vita.

Capisco che sto per aprire una scatola cinese: questa è la storia di una storia che contiene una storia. Che contiene la storia di una ragazza, di una figlia, di una artista, di una compagna, di una sognatrice. Il punto è che vorrei guardare nell’ultima scatola: parliamo delle cose che ti sono capitate tra una canzone e l’altra…

Ogni individuo porta con se la sua storia. Io ho la mia con i momenti di fragilità e di forza. Nell’ultima scatola c’è una grande cambiamento, una trasformazione che è avvenuta in questo ultimo anno. Un accadimento che mi ha portato a essere la donna che sono oggi, più forte e più sicura.
Lo sappiamo bene che la vita ci sorprende ogni giorno: a volte in bene a volte in male. La nostra forza sta nel come reagire alle cose meno belle che la vita ci presenta. Io reagisco per esempio scrivendo, suonando, cantando. Creando la mia musica e buttando fuori traverso di essa il mio stato d’animo.
Ma anche praticando sport: mi piacere correre e fare lunghe camminate.


Sui social hai scritto: “Il verbo tagliare significa dividere o separare un corpo in più parti usando uno strumento affilato come una lama o delle forbici. Ha anche molti usi figurati per indicare una riduzione, un’interruzione o un cambio di percorso”. Una suggestione forte…

Fa sempre parte, come dicevo prima, del processo di cambiamento, di trasformazione. “Il lasciare andare” una situazione che non ci appartiene più malgrado ci sia un grande amore di fondo è una delle cose più difficili che abbia mai provato. Questo porta ad una fase di lutto, di rielaborazione, a momenti di grande silenzio e isolamento. A cambiamenti interiori ma anche esteriori. Per esempio il taglio dei capelli reale che coincide con una grande voglia di essere altro o sicuramente non più quello che si era prima.

Perché la musica come compagna d’avventura?

Perché la musica ha un grande potere salvifico: ha la possibilità di esserci sempre, di portare emozioni e messaggi da condividere. La musica letteralmente accompagna la nostra vita nel quotidiano: pensa a quante volte viaggiamo in auto con la nostra playlist preferita. Oppure ai matrimoni: accompagna i giorni di grande festa. E non solo: pensiamo alla musica che calma la mente e ci rilassa. La musica ha il potere di farci stare bene.

Danze in riva al mare. Scivolando nel mondo. Senza gravità. E’ per te questa la libertà di una donna?

La libertà di una donna è per me la possibilità di poter scegliere chi essere e come vivere, senza restrizioni.
Io amo il mare e qui mi ci rifugio appena posso. Dal Piemonte alla vicina Liguria.
Anche viaggiare per il mondo mi fa sentire libera: viaggio spesso da sola, sono stata recentemente a Valencia e Barcellona partendo solo con uno zaino.
Quindi ti direi, non c’è frase più azzeccata.

Scrivi: “Ci sono giornate in cui le parole riescono a  portare alla luce ciò che spesso rimane nascosto. Le fragilità trovano ascolto e le ferite finalmente un nome. A volte basta una voce che trovi il coraggio di alzarsi per lasciare entrare la libertà”… Insomma, dici ciò che devi senza ipocrisia…

In verità questo è un messaggio che lessi durante un Festival in cui partecipai come cantautrice. Il Festival “Voci per la libertàuna canzone per Amnesty”. Concorso che premia le canzoni che trattano di diritti civili. Io portai al Festival una canzone che parla di rispetto e libertà della donna. E’ un messaggio che mi colpi e lo trascrissi per non dimenticare.

Nella tua vita hai sempre seguito l’amore o l’istinto? Sei riuscita a raccogliere tutti i tuoi desideri?

Nella vita ho seguito sia l’amore che l’istinto. Mi sono innamorata pochissime volte ma in maniera molto forte e autentica. Resto un po’ all’antica. Faccio fatica a sostituire la persona amata, per me nella vita non si può amare realmente più di 2/3 volte. Non appartengo a quella categoria che riesce a switchare ( permettetemi il temine ) da un’uomo all’altro. Sono in grado di stare molto bene anche da sola e ho capito con il tempo che la persona che ti sta accanto deve essere un valore aggiunto, non qualcuno che toglie le energie e tempo prezioso.

Per quanto riguarda i desideri, ogni anno come proposito scrivo sulla nuova agenda i desideri dell’anno a venire. A fine anno mi piace depennare. Questo anno che sta giungendo al termine mi ha portato tanti bei desideri. Ne ho ancora molti da esaudire. Vediamo che succede.

E’ una questione di equilibrio avere il coraggio di cambiare, di rompere, ma senza tradire il proprio Dna. Seguire la propria strada, guidati dalla creatività, senza scendere a compromessi o l’arte è sempre imprevedibile?

Io credo che l’arte sia sempre imprevedibile ed è una variante che mi tiene sveglia, attiva, sul pezzo.

Nel mio percorso musicale ci sono state tante rivoluzioni: ho iniziato come interprete di canzoni poi ho scoperto la passione per la scrittura. Ho partecipato a diversi talent televisivi per capire poi da adulta di non aver fatto la scelta giusta.

Si cresce, si vive, si sbaglia e ci si ri inventa. Sempre.

Scopro tanta determinazione nel tuo percorso artistico: arrivare dove sei arrivata in ogni caso è un bel salto… A conti fatti: ti senti fortunata o in debito con il destino? Come si gestisce la complessità di culture e stili di un mondo così ampio?

Mi sento molto fortunata: ad oggi sono docente di ruolo al Conservatorio di Milano presso il Dipartimento di Pop Rock. Della musica ne ho fatto un mestiere, un mestiere che mi permette di vivere della mia passione. Ripeto sono molto fortunata e grata all’universo.
Il mio compito oggi è continuare a fare bene il mio mestiere sia di insegnante che di cantautrice ed essere un punto di riferimento per i miei allievi.

Gestire la complessità di culture e stili in un mondo così ampio oggi, richiede molta attenzione: avere una certa flessibilità mentale, curiosità e ascolto attivo sono già parametri che ti possono aiutare a lavorare bene.

In ogni vicenda umana c’è un prima e un dopo: nella vita reale cosa ha per te rappresentato il prima e il dopo? Dove ti piacerebbe arrivare come donna e come artista?

Nella mia vita ho avuto un piccolo problema di salute: quello per me è stato il punto di svolta che ha segnato un prima e un dopo.
Lo so che sembrerà una frase scontata ma la salute, che sia fisica che mentale, ad oggi sta al primo posto della mia piramide dei desideri.

Come Donna mi manca un tesserino importante: mi sarebbe piaciuto diventare mamma. Non so quanto tempo biologicamente mi rimane ma quello in un’altra vita sarà uno dei miei primi traguardi.

Come artista mi piacerebbe continuare a scrivere e portare in più luoghi possibili la mia musica. Che sia in piccoli club che grandi piazze. Mi piacerebbe continuare a crescere e migliorare e raccontare storie il più possibile condivisibili.

Chiudiamo con una luce di speranza: tre cose che aiutano a far sorriderti, nonostante tutto e tutti?

Al primo posto ci sono i miei 4 fantastici nipoti: stare con loro e giocare mi diverte molto.

Secondo posto per gli amici: trascorrere del tempo con gli amici, condividere viaggi, cene, passeggiate mi fa stare bene.

Pensavo di non avere un terzo posto…poi mi ci sono infilata io. Spesso se mi guardo da fuori, sorrido. E questo mi sembra una bellissima cosa.

E comunque bellissima domanda, che mi ha fatto sorridere e riflettere.