È nata da una segnalazione internazionale arrivata al Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo) del Servizio polizia postale e per la sicurezza cibernetica, l’indagine che ha portato all’arresto di un uomo e una donna residenti in provincia di Aosta.
La segnalazione evidenziava l’esistenza di 45 file multimediali a contenuto pedopornografico, sincronizzati in rete all’interno di un account web.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Torino è stata eseguita dai poliziotti della Sezione operativa per la sicurezza cibernetica (Sosc) di Aosta.
Gli indagati sono accusati dei reati di produzione di atti sessuali con minorenne, detenzione di materiale pedopornografico, compimento di atti sessuali con minorenni, fatti aggravati dall’aver commesso gli atti in danno di vittime infrasedicenni affidate alla loro custodia.
I contenuti multimediali oggetto della segnalazione hanno presentato, sin dalle prime verifiche, caratteristiche tali da far ritenere agli investigatori che non si trattasse di materiale semplicemente reperito in rete, facendo emergere l’ipotesi di una produzione diretta dei contenuti.
L’analisi delle tracce informatiche ha quindi consentito ai poliziotti della Sosc di ricostruire le connessioni internet riconducibili agli indagati e di acquisire ulteriori elementi investigativi, sulla base dei quali l’autorità giudiziaria ha emesso un decreto di perquisizione locale, personale e informatica nei confronti della coppia.
Dall’esame dei dispositivi in uso agli indagati, effettuato presso gli uffici della Polizia postale, è emersa la detenzione di numerosi file contenenti materiale pedopornografico, alcuni dei quali sarebbero stati prodotti direttamente dagli arrestati e che coinvolgerebbero il nipote, in età preadolescenziale.
È stato anche accertato come il minore venisse spesso affidato alla coppia per ragioni di carattere familiare e tale circostanza avrebbe favorito il suo coinvolgimento in pratiche sessuali, oggetto anche di registrazione mediante smartphone da parte degli indagati.
