SLAPP, arrivano gli atti del Primo Forum Ue sugli ambientalisti, con focus sul caso Malini e Sperindei

Strasburgo – In vista della pubblicazione degli atti del Primo Forum europeo sui difensori dei diritti umani ambientali, assume particolare rilievo la presentazione internazionale del caso che riguarda Roberto Malini e Lisetta Sperindei (nella foto), indicato come esempio emblematico del fenomeno delle SLAPP, le azioni giudiziarie strategiche utilizzate per scoraggiare o silenziare la partecipazione pubblica.

Il Forum si è svolto il 4 giugno 2026 a Strasburgo, nell’aula plenaria dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, ed è stato organizzato in collaborazione con il Consiglio d’Europa, l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali e il Relatore speciale sui difensori dell’ambiente nell’ambito della Convenzione di Aarhus. Si è trattato della prima piattaforma europea dedicata sistematicamente ai rischi affrontati dai difensori ambientali e alla responsabilità delle istituzioni nella loro protezione.

Il caso Malini-Sperindei è stato illustrato da Patrizia Heidegger, Deputy Secretary General dell’European Environmental Bureau, nell’ambito di un intervento dedicato all’effettività della partecipazione pubblica garantita dagli articoli 6-8 della Convenzione di Aarhus. Heidegger ha ricordato che nel giugno 2025 Fox Petroli S.p.A. ha promosso una causa civile per diffamazione contro i due membri del Comitato Pesaro: NO GNL, dopo che avevano espresso, attraverso un esposto e un comunicato stampa, preoccupazioni relative all’inquinamento, al degrado ambientale e ai rischi per la salute pubblica nel sito dell’ex deposito di idrocarburi destinato alla riconversione in terminale di gas naturale liquefatto.

La società sostiene che gli attivisti abbiano leso la propria reputazione definendo l’area un “sito degradato” e chiede un risarcimento di circa due milioni di euro, pari a circa il cinque per cento del proprio fatturato annuo; per queste caratteristiche, numerose organizzazioni non governative internazionali e la coalizione CASE hanno qualificato il procedimento come una SLAPP, volta a intimidire e comprimere il dibattito pubblico sui rischi ambientali e sanitari. Il rilievo del caso è ancora maggiore se inserito nel quadro del Forum: il vicesegretario generale del Consiglio d’Europa Bjorn Berge ha indicato proprio le cause strategiche tra le forme di pressione in crescita contro i difensori ambientali in Europa, mentre l’Alto Commissario ONU per i diritti umani Volker Türk ha denunciato l’uso strategico dei procedimenti giudiziari per mettere a tacere chi porta alla luce danni ambientali e questioni di interesse pubblico, sottolineando che le SLAPP non rappresentano autentici strumenti di tutela giuridica.

Al Forum hanno partecipato, tra gli altri, la direttrice della FRA Sirpa Rautio, il presidente della Corte europea dei diritti dell’uomo Mattias Guyomar, la presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa Petra Bayr e la Mediatrice europea Teresa Anjinho; i lavori hanno affrontato la restrizione dello spazio civico, l’accesso all’informazione e alla giustizia e la necessità di rafforzare la risposta delle istituzioni alle azioni giudiziarie strategiche contro la partecipazione pubblica. In questo contesto, il caso di Pesaro supera evidentemente la dimensione locale: diventa un caso di studio europeo sul rapporto fra potere economico, libertà di critica, tutela dell’ambiente e diritto dei cittadini a intervenire nelle decisioni che riguardano salute e territorio.