Tribunale di Messina, “colpo di spugna” sui debiti concessa l’esdebitazione senza versare un centesimo

Messina – Il 24 luglio 2026 dal Tribunale di Messina – II Sezione Civile, nell’ambito di una procedura di esdebitazione del debitore incapiente.
La procedura è stata seguita Gestori della crisi avv. Maria Cristina Maniaci  e avv. Marco Galipò, nominati dall’Organismo di Composizione della CCIAA di Messina che hanno ricostruito la situazione economica e patrimoniale del debitore, le cause dell’indebitamento e l’assenza di beni o redditi disponibili per il pagamento dei creditori.
Il Tribunale, dopo aver verificato che il debitore era meritevole, che non aveva compiuto atti in frode e che non era in grado di offrire ai creditori alcuna somma, neppure in futuro, ha accolto la domanda e ha dichiarato inesigibili tutti i debiti anteriori al ricorso, disponendo anche la cessazione di pignoramenti, vincoli e trattenute.
La norma applicata è l’art. 283 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, che consente alla persona fisica sovraindebitata e meritevole, quando non possiede alcun patrimonio o reddito da destinare ai creditori, di ottenere la cancellazione dei debiti senza versare neppure un centesimo.
In termini semplici, la legge consente un vero e proprio “colpo di spugna” sui debiti: il debitore viene liberato dalle obbligazioni pregresse e può ripartire da zero, senza effettuare alcun pagamento ai creditori.
Non si tratta, tuttavia, di un beneficio automatico. Il Tribunale deve verificare che il debitore non abbia provocato la propria situazione con dolo o colpa grave, che non abbia nascosto beni o compiuto atti in frode e che sia realmente privo di risorse utilizzabili per il pagamento dei debiti.
La decisione dimostra la concreta applicazione di uno strumento previsto dal Codice della crisi per offrire una seconda possibilità alle persone che, pur avendo agito correttamente, si trovano in una situazione economica senza via d’uscita.