L’Istat, anche se non nel comunicato stampa, ha pubblicato oggi i dati territoriali dell’inflazione di giugno, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.
Al primo posto Ferrara, che a giugno, per via dell’inflazione tendenziale pari al 4%, la seconda la più alta d’Italia ex aequo con Siracusa e Reggio Calabria, ha la maggior spesa aggiuntiva su base annua, pari a 1157 euro per una famiglia media. Medaglia d’argento per Verona, che, avendo la terza inflazione più elevata del Paese a pari merito con Macerata, +3,9% rispetto a giugno 2025, ha un incremento di spesa pari a 1083 euro a famiglia. Sul gradino più basso del podio Bolzano che con +3,4% ha una spesa supplementare pari a 1033 euro per una famiglia tipo.
Appena fuori dal podio Massa-Carrara e Pistoia che con +3,4% registrano entrambe una batosta pari a 957 euro. Seguono Rimini (+3,3%, +955 euro), Vicenza (+3,4%, +944 euro), all’ottavo posto Pavia (+3,1%, +929 euro), poi Siena (+3,3%, +928 euro). Chiude la top ten, Viterbo (+3,3% e +926 euro).
L’inflazione più alta d’Italia, pari a +4,3%, a Olbia Tempio, in 21° posizione in termini di spesa aggiuntiva con +853 euro.
Sull’altro fronte della classifica, la medaglia d’oro come città più risparmiosa va a Brindisi, dove con +2,4% si ha un aggravio annuo di “appena” 459 euro. Al secondo posto Ancona (+2,3%, +537 euro). Medaglia di bronzo per Benevento, +2,5% e +547 euro. Seguono Trapani (+2,4%, +554 euro), Aosta che con un’inflazione del 2%, la più bassa d’Italia ex aequo con Firenze e Parma, ha una variazione della spesa di 568 euro, al sesto posto Firenze (+573 euro), poi Parma (+579 euro), all’ottavo posto Cuneo (+2,3%, +584 euro), poi Campobasso (+2,4%, +592 euro). Chiude la top ten delle virtuose, Potenza: +2,6%, +601 euro.
Per quanto riguarda le regioni, (Tabella n. 2), Medagli d’oro per il Trentino (+3,1%, +917 euro), seguito dal Lazio (+3,3%, +902 euro). Al terzo posto, con +893 euro, il Veneto (+3,3%). La regione più virtuosa è la Basilicata (+2,6%, +583 euro).
