| Sono 2.758 le persone sbarcate sulle coste italiane nel mese di giugno 2026, in diminuzione del 10% rispetto al mese precedente (3.054).
Le persone arrivate via mare a giugno sono partite da Libia, Algeria, Tunisia e Turchia. La Libia è stata anche questo mese il primo Paese di partenza, con l’83% di tutti gli arrivi. Il 56% delle persone sono sbarcate a Lampedusa. Altri porti di sbarco includono Pozzallo, Sant’Antioco, Crotone, Augusta, Civitavecchia, Vibo Valentina, Carrara, La Spezia, Teulada, Livorno, Pantelleria, Portopalo di Capo Passero, Ortona, Lampione, Porto Pino, Favignana e Reggio di Calabria. Nei primi sei mesi dell’anno sono stati registrati 14.388 arrivi via mare, in diminuzione del 48% rispetto allo stesso periodo del 2025 (30.060). Da inizio 2026, la Libia è il primo paese di partenza con l’83% di tutti gli arrivi via mare in Italia (il 90% nei primi sei mesi del 2025). L’Algeria è il secondo Paese di partenza con l’8% di arrivi (2% nel periodo gennaio-giugno 2025) insieme alla Tunisia con l’8% di arrivi (7% nel periodo gennaio-giugno 2025). Nel 2026 la Sicilia continua ad essere la regione più interessata dagli sbarchi a livello nazionale, in particolare Lampedusa che registra il 56% di tutti gli arrivi via mare nei primi sei mesi dell’anno (76% nello stesso periodo del 2025). Per quanto riguarda le nazionalità di origine, da gennaio a giugno quelle prevalenti sono: Bangladesh (30%), Somalia (11%), Sudan (10%), Pakistan (8%), Algeria (7%), Egitto (6%), Eritrea (4%), Tunisia (4%), Mali (2%), Nigeria (2%) e Costa d’Avorio (2%). Nel periodo gennaio-giugno i minori non accompagnati rappresentano il 19% di tutti gli arrivi via mare in Italia, in leggera crescita rispetto al 18% dello stesso periodo dell’anno precedente. Da gennaio a giugno 2026, il 22% delle persone sono state soccorse dalle ONG nel Mediterraneo. Secondo i dati IOM (Missing migrants Project) le persone morte e disperse nel Mediterraneo nei primi sei mesi del 2026 sono 1,397 (rotta dell’Africa nord-occidentale esclusa) di cui 865 lungo la rotta Centrale (62%). Lo scorso anno nello stesso periodo le vittime erano state 851, di cui 552 lungo la rotta Centrale. L’UNHCR è presente nei luoghi di sbarco (e da 20 anni a Lampedusa) dove continua a supportare con team dedicati le autorità italiane, in collaborazione con il partner International Rescue Committee (IRC) e le agenzie nazionali ed europee, per fornire informazioni ai nuovi arrivati e per una pronta individuazione e la tempestiva presa in carico delle persone più vulnerabili presso servizi e cure specializzati.
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