Milano – “L’entrata in vigore del Patto UE su migrazione e asilo rappresenta un rischio concreto per i minori stranieri che raggiungono il nostro Paese in cerca di protezione e rispetto dei diritti. Il nuovo sistema rischia di ridurre le tutele proprio di bambini, bambine e adolescenti, essendo anche per loro previste procedure che, a vario titolo, non tengono conto della loro vulnerabilità”. Così Federica Giannotta, Responsabile progetti Italia della Fondazione Terre des Hommes Italia ETS, commenta il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, da oggi in vigore in tutti i paesi dell’Unione Europea.
Per Terre des Hommes Italia, il superiore interesse del minore deve restare il punto di partenza di ogni decisione che riguarda bambini, bambine e adolescenti soprattutto quando soli, senza figure di riferimento e in cerca di protezione, come lo sono i minori stranieri non accompagnati. Il nuovo Patto, con procedure di screening, trattenimenti in frontiera per lunghi periodi in condizioni e luoghi non sicuri, rischia invece di aggravare le criticità di un sistema già fragile, che con la Legge Zampa aveva compiuto un passo avanti in termini di tutela proprio dei minori stranieri non accompagnati, mettendo in dubbio i principi fondamentali del diritto europeo e internazionale in materia di diritti umani.
Terre des Hommes, impegnata nel supporto psicosociale e psicologico di nuclei con bambini e minori stranieri non accompagnati, aveva già espresso le sue preoccupazioni mediante l’appello lanciato nel mese di marzo insieme ad altre 19 associazioni del TAMM Tavolo Accoglienza Minori Migranti.
Secondo l’Organizzazione, le nuove norme mettono a rischio migliaia di minori soli e famiglie con bambini. Tra i punti più critici c’è la possibilità di rimpatriare i minori, inclusi quelli non accompagnati, verso Paesi con cui non hanno legami significativi o che non offrono adeguate garanzie di accoglienza e protezione. Per un bambino o un adolescente, un rimpatrio non può essere trattato come una semplice procedura amministrativa: può significare un nuovo sradicamento, l’interruzione di un percorso di protezione e l’esposizione a condizioni di forte vulnerabilità.
Un altro fronte aperto riguarda le modalità e i tempi dell’esame delle domande di asilo. Le procedure di accertamento alle frontiere, pur prevedendo l’assistenza di figure esperte, rischiano nei fatti di equiparare i minori agli adulti. Preoccupa, in particolare, la possibilità di ricorrere a misure coercitive per la raccolta dei dati biometrici, come le impronte digitali, anche su bambini dai 6 anni in su.
Terre des Hommes Italia segnala inoltre il rischio di un ricorso esteso al trattenimento, con la possibilità di trattenere fino a 24 mesi anche famiglie con bambini e minori non accompagnati. Una prospettiva che può tradursi in lunghe permanenze in luoghi inadeguati, se non dannosi, per il benessere, la sicurezza e lo sviluppo di bambini e bambine.
“La nostra organizzazione- spiega Federica Giannotta- è attiva dal 2011 nel supporto alle famiglie migranti con bambini e ai minori stranieri non accompagnati in arrivo nel nostro paese. I nostri centri, in Sicilia e in Friuli Venezia Giulia, si trovano su due frontiere sensibili, due punti di osservazione fondamentali per capire in cosa si tradurrà realmente l’entrata in vigore del nuovo Patto Europeo sulla Migrazione e l’Asilo”.
Terre des Hommes
Terre des Hommes dal 1960 è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo. Attualmente Terre des Hommes è presente in 21 paesi con 163 progetti a favore dei bambini. La Fondazione Terre des Hommes Italia fa parte della Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con EU DG ECHO ed è accreditata presso l’Unione Europea, l’ONU, USAID e il Ministero degli Esteri italiano – Agenzia Italiana per la Cooperazione Internazionale (AICS). Per informazioni: www.terredeshommes.it.
