La crisi del Centrosinistra a Messina: L’emorragia di consensi dopo l’addio di Pietro Navarra. Quel PD era forte con una capacità di attrarre i giovani

La politica sul web è roba da studiare con attenzione: non solo per la natura del mezzo ma anche perché consumo social e consumo culturale appartengono a scale diverse di grandezza. Prendiamo, per esempio, le analisi che abbiamo letto in questi giorni sui risultati ottenuti dal Partito democratico alle Amministrative di Messina.
L’argomento centrale o il cuore del dibattito attorno al quale ruotano tutte le argomentazioni è la crisi del Partito democratico che aveva in Antonella Russo la candidata a sindaco. Qualcuno ha indicato nel tradimento nell’urna in favore di Federico Basile l’apice della crisi del Centrosinistra: “i voti al candidato sindaco Basile sono cresciuti del 12,86% rispetto al 2022, scrive Tempostretto. I consensi alle liste a suo supporto sono aumentati del 17,40%. Il centrosinistra ha invece perso il 10.7% sia come preferenze per la candidata Antonella Russo sia come voti di lista. E’ dunque legittimo pensare che questo flusso di voti, aggiunto a quello seppur minore proveniente dal centrodestra, abbia contribuito in misura importante al notevole incremento di suffragi registrato dal candidato sindaco Basile e dalle sue liste”.
Analisi che non ci trova per nulla d’accordo: i voti che mancano al centro sinistra sono quelli che provenivano dalla cosiddetta componente universitaria del PD che aveva, come punto di riferimento, l’allora rettore Pietro Navarra.
Non a caso, in quelle Amministrative, la lista De Domenico Sindaco prese l’8,6% e la lista PD, quasi il 7%. A conferma di ciò, nella squadra presentata dal Partito democratico c’erano, per 80%, candidati vicini al professore Navarra.
Ulteriore conferma di questi dati sono poi state le elezioni comunali del 2018 con le due liste di PD e LiberaMe.
Alle elezioni politiche del 2018 il collegio uninominale in cui era presente Navarra ottenne oltre il 40% in più dei voti in media presi dai candidati del PD in tutta la Sicilia.
Insomma, dati alla mano, ciò che manca al Centrosinistra oggi è il contributo della dalla cosiddetta componente universitaria del PD.
Se Pietro Navarra non avesse fatto confluire il suo gruppo nel PD nel 2018, dopo la fuoriuscita del gruppo Genovese, i risultati modesti raccolti nell’urna oggi, sarebbero venuti fuori prima.

D’altra parte serve a niente dire che “il flusso di voti che mancano al Pd, aggiunto a quello seppur minore proveniente dal Centrodestra, abbia contribuito in misura importante al notevole incremento di suffragi registrato dal candidato sindaco Basile e dalle sue liste”. La politica a Messina è sempre stata – passateci il termine – ballerina, basta rileggere il percorso politico di Marcello Scurria: Il 7 agosto 2018 la testata Letteraemme annunciava: “Nuovo esperto a titolo gratuito per il sindaco di Messina Cateno De Luca: è Marcello Scurria, avvocato amministrativista, che si occuperà di consulenza giuridica in materia di finanza locale. Molto presente a fianco di De Luca durante la campagna elettorale, al punto da essere identificato come il suo “spin doctor”, Scurria entra ufficialmente a far parte degli uomini di fiducia del sindaco”.

Nel suo articolo Alessio Caspanello aggiungeva: nel 2012, l’allora sindaco Giuseppe Buzzanca lo aveva nominato suo esperto, sempre in materia di finanza locale, dopo averlo avuto come legale di fiducia nella vicenda relativa al doppio incarico da sindaco e parlamentare regionale. Un binomio, quello tra Scurria e Buzzanca, che aveva fatto parecchio scalpore, quando i due, in piena campagna elettorale del 2008, furono visti insieme, Buzzanca da candidato e Scurria da “consigliere ombra”. Perché, nel 2003, Marcello Scurria fu il promotore dell’azione popolare che portò alla decadenza dello stesso Buzzanca, eletto sindaco per la prima volta, a causa della condanna subìta per peculato d’uso. Prima ancora, Scurria, da sempre uomo di sinistra, fu l’ultimo segretario dei Ds: abbandonò la politica attiva quando il partito confluì nel Pd”…
Insomma, Scurria l’altro ieri a Sinistra con l’amico Ciccio Curcio tra i fedelissimi di Angela Bottari e Giacchino Silvestro, quindi consulente di Peppino Buzzanca (Alleanza nazionale) e poi di Cateno De Luca, prima dell’approdo, grazie a Matilde Siracusano, in Forza Italia. Ma davvero il Centrodestra pensava di battere Basile con un candidato simile? Davvero ritenevano che l’elettorato avrebbe dato fiducia pacificamente a lui? Aver scelto Scurria è stato l’errore più grande che Forza Italia potesse fare. Chi detta i tempi nel Centrodestra non ha capito che la gente è stufa dei cosiddetti professionisti della poltrona, ovvero di chi passa da uno schieramento all’altro per convenienza. I messinesi con il voto, hanno espresso il loro giudizio su questa politica in salsa messinese. Con una semplice Ics, sul nome di Federico Basile, hanno risposto in modo semplice a domande complicate.

Tornando all’analisi sul Pd messinese, a una settimana dal risultato delle Amministrative, numeri alla mano, sarebbe giusto riconoscere a Pietro Navarra la sua forza: appoggio politico del gruppo guidato dall’ex Rettore che è confluito in parte con De Luca e in parte con il centro destra. Certo parlare del Centrosinistra non è facile, ma non è nemmeno impossibile. Quindi, uscendo da questo ginepraio di numeri, analisi, concetti ribadiamo: il Pd di Navarra era forte e vegeto con una forte capacità di attrarre i giovani. L’unico modo per andare avanti, però, è essere ottimisti perché solo se lo sei puoi cambiare le cose. Mai perdere la speranza: abbiamo il dovere di crederci.