DALLE OASI AI PARCHI, COL WWF LA NATURA PROTETTA DIVENTA SISTEMA

In vista della Giornata Europea dei Parchi che si celebrerà il prossimo 24 maggio, il WWF Italia rilancia come momento clou della Primavera delle Oasi una riflessione sul ruolo fondamentale che le Oasi hanno svolto in questi 60 anni di storia, e continuano a svolgere, nella nascita e nello sviluppo del sistema delle aree protette nel nostro Paese, con l’obiettivo di arrivare a tutelarne almeno il 30% a terra e a mare entro il 2030. 

Il nuovo capitolo del report Effetto Oasi, dedicato proprio al passaggio “dalle Oasi ai Parchi”, racconta una storia italiana di successo: quella di piccoli semi di tutela che, nel tempo, hanno generato grandi paesaggi protetti, contribuendo in modo decisivo alla conservazione della biodiversità italiana e alla costruzione di una visione più ampia di gestione del territorio con il coinvolgimento delle comunità.

Le Oasi WWF, infatti, non sono solo aree salvaguardate, ma veri e propri laboratori di conservazione: luoghi in cui si sono sperimentate pratiche di tutela, gestione e ripristino ambientale che hanno spesso anticipato l’istituzione di parchi regionali e nazionali. In molti casi, queste aree hanno rappresentato l’avamposto di politiche di protezione più strutturate, dimostrando concretamente il valore naturalistico di territori allora poco riconosciuti.

 

È il caso, tra gli altri, dell’Oasi di Lama dei Peligni, che ha contribuito al ritorno del camoscio appenninico e ha preparato il terreno per il Parco nazionale della Maiella; dell’Oasi Lago di Penne, divenuta Riserva regionale e avamposto del sistema protetto del Gran Sasso; o ancora delle Oasi delle Gole del Calore e l’Oasi Grotte del Bussento di Morigerati, decisive per la tutela della lontra e per la nascita del Parco nazionale del Cilento.

 

In Sardegna, l’esperienza di Monte Arcosu ha posto le basi per la protezione del cervo sardo e per il successivo sviluppo del Parco di Gutturu Mannu, mentre l’Oasi di Turr’e Seu ha contribuito alla creazione dell’Area Marina Protetta del Sinis – Mal di Ventre. Anche nelle Alpi, nell’Appennino e lungo le coste, numerose Oasi hanno anticipato o accompagnato la nascita di parchi, come nel caso della Val Grande, dei Monti Picentini o della Riserva del Litorale Romano.

 

Tra le storie più emblematiche raccontate dal report spicca quella dell’Oasi di Guardiaregia-Campochiaro, in Molise: nata nel 1997 grazie all’impegno di volontari e comunità locali, è diventata nel tempo Riserva regionale e ha contribuito alla lunga e complessa istituzione del Parco Nazionale del Matese, finalmente avviato nel 2025 su un’area di circa 88.000 ettari. Un esempio concreto di come una visione condivisa possa trasformarsi, nel tempo, in una grande infrastruttura ecologica al servizio di tutti.

 

In questa Giornata europea dei parchi c’è anche una buona notizia da celebrare. Con il voto favorevole dell’Assemblea regionale dell’Emilia-Romagna dello scorso 29 aprile, la Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF dei Ghirardi cresce di oltre un terzo: dai 371 ettari attuali a circa 500 ettari complessivi, con un ampliamento di 129 ettari che consolida e rafforza una delle aree naturali protette più preziose dell’Appennino parmense. Un risultato che il WWF accoglie con grande soddisfazione, e che riconosce anzitutto il merito di chi ha reso possibile tutto questo: i proprietari dei fondi che hanno scelto liberamente di affidare le proprie terre alla tutela della natura.

“Le Oasi sono spesso l’inizio di un percorso – sottolinea Marco Galaverni, responsabile Oasi del WWF Italia– luoghi dove nasce consapevolezza, si costruiscono alleanze e si dimostra che la tutela è possibile. Quando queste esperienze si trasformano in parchi, non è una perdita ma un traguardo collettivo. Oggi, più che mai, di fronte alle sfide della crisi climatica e della perdita di biodiversità, l’esperienza delle Oasi WWF dimostra che proteggere la natura funziona, soprattutto quando si parte dal basso e si costruisce nel tempo una visione più ampia, di cui potranno beneficiare le comunità locali e oltre”.

La Primavera delle Oasi diventa così anche l’occasione per ribadire l’importanza di continuare a investire nella rete delle aree protette italiane, rafforzando il legame tra conservazione della natura, benessere delle comunità e sviluppo sostenibile, puntando all’obiettivo del 30% di Paese efficacemente protetto.

IL CONTEST FOTOGRAFICO 

In occasione della Giornata Europea dei Parchi il WWF lancia un contest fotografico dedicato proprio alle aree protette dell’Associazione: “La tua Oasi – la grande bellezza d’Italia” nasce con l’obiettivo di valorizzare e raccontare attraverso le immagini il patrimonio naturale italiano tutelato nelle Oasi WWF, stimolando la partecipazione attiva di appassionati e professionisti. L’iniziativa è gratuita e aperta a tutti, senza distinzione tra fotografi amatoriali, studenti o esperti, favorendo un’ampia inclusione e il confronto creativo. I partecipanti sono chiamati a condividere fotografie realizzate nelle Oasi WWF negli ultimi cinque anni, anche sfruttando le aperture straordinarie in corso fino al 2 giugno nell’ambito di Primavera delle Oasi.

Le tre categorie del contest sono Wildlife, Habitat, e Fotostoria Uomo e Natura, ciascuna con un numero definito di immagini caricabili, nel pieno rispetto delle specie e habitat ritratti. Per partecipare è sufficiente iscriversi e caricare le proprie foto tramite il sito dedicato al concorso. – https://www.wwf.it/concorsofotografico/ – Le iscrizioni sono aperte fino al 7 settembre. Una giuria composta da esperti del settore valuterà le opere selezionando i vincitori. Il contest rappresenta un’opportunità per far conoscere il proprio lavoro e confrontarsi con altri fotografi. Inoltre, mira a promuovere la bellezza della biodiversità italiana e il valore delle aree protette. contribuendo a diffondere consapevolezza sulla tutela della natura, creando al tempo stesso un grande archivio collettivo sulla natura protetta.

Per questa prima edizione il concorso si avvarrà della competenza e dell’esperienza di 5 giurati d’eccezione: Isabella Pratesi, Gian Pietro Bianchi, Emanuele Biggi, Alessandro Dobici e Roberto Isotti. I vincitori saranno infine annunciati durante una cerimonia ufficiale che si svolgerà ad ottobre a Roma, celebrando le migliori immagini e il loro contributo alla sensibilizzazione ambientale.