La “Partita con mamma e papà” 2026 Parte da Caltagirone la nuova edizione del progetto di Bambinisenzasbarre

Il gruppo di genitori e figli nel carcere di Poggioreale a Napoli – (foto Martin Errichiello)
Martedì 19 maggio 2026, presso la Casa Circondariale di Caltagirone, prenderà il via la nuova edizione della “Partita con mamma e papà”, il progetto ideato e promosso da Bambinisenzasbarre ETS nell’ambito della campagna europea di sensibilizzazione “Non un mio crimine ma una mia condanna”.

La “Partita con mamma e papà”, realizzata in collaborazione con il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, trasforma per un giorno gli istituti penitenziari in luoghi di incontro, gioco e relazione tra genitori detenuti e figli.

Attraverso il progetto la “Partita con mamma e papà” che include incontri sportivi, laboratori creativi e momenti di condivisione, bambini e genitori possono vivere un tempo autentico di vicinanza affettiva, fondamentale per mantenere e rafforzare il legame familiare nonostante la detenzione. La “Partita con mamma e papà”, nata nel 2015, è diventata negli anni uno degli strumenti più significativi sviluppati da Bambinisenzasbarre per promuovere il diritto dei bambini alla continuità della relazione con i propri genitori, sancito dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e richiamato dalla “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti”.
L’edizione 2026 si inserisce inoltre nel più ampio progetto europeo “Game with Mum and Dad”, promosso dalla rete europea COPE – Children of Prisoners Europe e realizzato sul modello sviluppato in Italia da Bambinisenzasbarre. Dopo il successo delle precedenti edizioni europee, che hanno coinvolto numerosi Paesi e istituti penitenziari europei, anche quest’anno il progetto intende promuovere una cultura penitenziaria più attenta ai diritti dei bambini con genitori detenuti.

Sono oltre 2,4 milioni i bambini che vivono questa esperienza in Europa, circa 100 mila in Italia. Attraverso la “Partita con mamma e papà” e “Game with Mum and Dad”, il gioco diventa uno strumento concreto di relazione, ascolto e inclusione, capace di contrastare stigma e isolamento sociale.

Come ogni anno la Partita coinvolgerà numerosi istituti penitenziari italiani, grazie alla collaborazione delle direzioni carcerarie, del personale educativo, della Polizia Penitenziaria, dei partner della rete di Bambinisenzasbarre e delle associazioni che operano quotidianamente sul territorio, che insieme contribuiscono a rendere possibile un’esperienza di incontro, ascolto e vicinanza per centinaia di famiglie.
Riferimenti

Campagna “Non un mio crimine, ma una mia condanna”.

La campagna ha l’obiettivo di sensibilizzare sul tema dell’inclusione sociale e delle pari opportunità per tutti i bambini e ha lo scopo diportare in primo piano il tema dei pregiudizi, dello stigma e dell’emarginazione di cui spesso sono vittime i 100 mila bambini in Italia (2,4 milioni in Europa) che hanno il papà o la mamma in carcere.

“Questi bambini – ricorda Lia Sacerdote, Presidente di Bambinisenzasbarre – vivono in silenzio il loro segreto del genitore recluso per non essere stigmatizzati ed esclusi.”

Bambinisenzasbarre Ets

L’Associazione Bambini senza sbarre Ets difende i diritti dei bambini (“I diritti dei grandi iniziano dai diritti dei bambini” è scritto sulle magliette usate per le partite). È impegnata nella cura delle relazioni familiari durante la detenzione di uno o entrambi i genitori, nella tutela del diritto del bambino alla continuità del legame affettivo e nella sensibilizzazione della rete istituzionale e della società civile.

Per raggiungere questo obiettivo Bambinisenzasbarre ha creato, negli anni, una serie di strumenti specifici, dallo “Spazio Giallo” in carcere, al colloquio esclusivo tra genitori e figli, dai gruppi di parola al laboratorio artistico, all’azione molto coinvolgente dell’incontro tutto particolare “giocato dentro come se fosse fuori”, dal carcere, cioè la “Partita con mamma e papà”. Questa diventa un’azione che incide anche sul carcere che si ritrova a mobilitarsi in ogni suo settore, anno dopo anno, e ad introiettare il fatto che i bambini possono essere, con la sola loro periodica presenza ai colloqui, dei veri fattori di cambiamento dell’istituzione.

Bambinisenzasbarre è attiva in rete sul territorio nazionale col suo “Sistema spazio Giallo” (>QUI<) operativo dentro e fuori dalle carceri. È in atto direttamente in Lombardia (Milano, Bergamo, Lodi, Voghera, Vigevano, Pavia), in Toscana, Campania e Calabria e supervisiona le attività dei partner in rete a Brescia, Varese, Sondrio, Como, Busto Arsizio, in Piemonte, Basilicata, Puglia e Sicilia.

Il Sistema Spazio Giallo comprende fra le varie attività la creazione e la gestione, nelle carceri, dello Spazio Giallo, ideato da Bambinisenzasbarre. È uno spazio relazionale di ascolto e sostegno psicologico alle famiglie e in particolare ai bambini che entrano in carcere quotidianamente per incontrare il genitore, un’interfaccia con funzione di mediazione tra il mondo esterno e il carcere.

Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti

Firmata il 21 marzo 2014 dal Ministero della Giustizia, dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e da Bambinisenzasbarre, rinnovata nel 2016, 2018 e nel dicembre 2021, è un documento unico (>QUI<) che riconosce formalmente il diritto di questi bambini al mantenimento del legame affettivo con il genitore detenuto, in continuità conl’art.9 della Convenzione ONU sull’infanzia e l’adolescenza (20.11.1989) e nel contempo ribadisce il diritto alla genitorialità delle persone detenute e impegna il sistema penitenziario in una cultura dell’accoglienza che riconosca e tenga in considerazione la presenza dei bambini che incontrano il carcere loro malgrado.

Da allora Bambinisenzasbarre è impegnata nella diffusione e nel monitoraggio dell’applicazione delle linee guida della Carta negli istituti penitenziari italiani, partecipando al Tavolo nazionale di monitoraggio con Ministero di Giustizia e Autorità Garante dell’infanzia e dell’adolescenza, organizzando e partecipando a seminari e convegni, creando una rete di attenzione nazionale di realtà istituzionali e del Terzo Settore e fornendo consulenza sui temi della genitorialità in carcere.

A rafforzare l’impatto della Carta – e il ruolo dell’Associazione a livello italiano ed europeo – si è anche imposta la Raccomandazione CM/Rec(2018)5, adottata nel 2018 dal Consiglio d’Europa e indirizzata al Comitato dei Ministri dei 47 stati membri. La Raccomandazione ha assunto come modello la Carta italiana per preservare i diritti e gli interessi dei bambini e ragazzi figli di detenuti, indicando Bambinisenzasbarre come ispiratore