La Fondazione Italiana Fegato ETS investe nel futuro della ricerca scientifica con un importante piano di ammodernamento delle proprie infrastrutture di laboratorio.
L’intervento – reso possibile grazie a un contributo di 200mila euro assicurato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia su indicazione del Presidente Massimiliano Fedriga – punta a rafforzare la capacità di ricerca dell’ente attraverso l’acquisizione di nuove tecnologie avanzate e il rinnovo di strumentazioni ormai obsolete, con l’obiettivo di migliorare qualità, sicurezza e competitività scientifica.“Il progetto rappresenta una strategia di potenziamento strutturale” – sottolinea il Presidente della FIF Claudio Tiribelli – “che consentirà alla Fondazione di ampliare le attività sperimentali e consolidare il proprio ruolo nel panorama della ricerca biomedica nazionale e internazionale. L’investimento permetterà infatti di incrementare la riproducibilità dei dati scientifici, favorire nuove collaborazioni e aumentare l’impatto delle pubblicazioni prodotte dai ricercatori”.
Una parte significativa delle risorse sarà destinata al rinnovamento della strumentazione di base per le colture cellulari, cuore di molte attività di ricerca biomedica. Grazie all’acquisto di incubatori di nuova generazione, cabine di sicurezza biologica, centrifughe e sistemi avanzati per la gestione dei gas compressi, sarà possibile attivare una nuova stanza dedicata alle colture cellulari all’interno dei laboratori della Fondazione. Le nuove apparecchiature garantiranno standard elevati di sicurezza e controllo ambientale, migliorando le condizioni operative del personale e l’affidabilità delle procedure sperimentali.
Il piano prevede inoltre l’introduzione di tecnologie avanzate per l’analisi quantitativa delle cellule e dei biomarcatori molecolari. Tra queste, un lettore multimodale di micropiastre consentirà di eseguire saggi di vitalità cellulare, citotossicità e attività enzimatica con maggiore precisione e ridotto consumo di campione biologico. La strumentazione sarà impiegata anche per analisi su DNA, RNA e proteine, fondamentali nello studio dei meccanismi cellulari e delle patologie epatiche.
Grande attenzione è stata riservata anche alla sicurezza degli operatori. I nuovi sistemi di imaging per applicazioni di biologia molecolare permetteranno infatti di eliminare l’esposizione ai raggi UV, adottando tecnologie fluorescenti meno tossiche e più sostenibili, in linea con le più recenti normative in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
“L’investimento più innovativo” – conclude il prof. Tiribelli – “riguarda però l’acquisizione di un sistema di live cell imaging, tecnologia finora non disponibile presso la Fondazione. Questo strumento permetterà di osservare in tempo reale il comportamento delle cellule direttamente all’interno dell’incubatore, monitorando in modo continuo fenomeni come proliferazione, apoptosi, citotossicità e interazioni immunitarie. Un approccio che consentirà di ottenere dati più robusti e accurati, riducendo la variabilità sperimentale e aprendo nuove prospettive nella ricerca traslazionale”.
