Emilio Fragale & Federico Basile: acrobazie, talento e molta chimica nella squadra di Cateno De Luca

Sono nato a Messina nell’annus dominis 1967.
Sono nato in casa.
Prima di essere messinese sono di Provincisle. Sono “provincialoto ca scoccia”.
Ho conseguito nel 1985 la licenza presso il Liceo Classico G. La Farina e nel 1990 la laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Messina. Ho fatto sia pratica legale che notarile.
Esercito la professione di avvocato dal 1996.
Attualmente sono sospeso (volontariamente) dall’esercizio della attività.
Ho rivestito ruoli nelle istituzioni:
– Consigliere di facoltà nel 1988.
– Consigliere di quartiere dal 1990 al 1998.
– Direttore Generale del Comune di Messina da dicembre 2005 a ottobre 2007.
– Presidente dell’Azienda dei Servizi Municipali (ASM) di Taormina (2010/2011).
– Consulente Legale Senior di Messina Social City in progetto Fertility (2025).
– Esperto a titolo gratuito del Sindaco di Messina (da luglio a settembre 2025).
– Capo di Gabinetto del Sindaco di Messina (incarico ex art. 90 TUEL) da ottobre 2025 a febbraio 2026.
Attività politica:
Ha svolto attività politica, partitica, pubblica, social, socio-culturale, del volontariato.
Non faccio parte di logge massoniche o paramassoniche.

In quasi tutte le vite, comuni o di supereroi, ci sono un prima e un dopo. Nel suo prima, Emilio Fragale era un democristiano e mentre questo marchio accompagnava la sua crescita, si è scoperto Forzista, Genovesiano, Democratico di sinistra, Rivoluzionario, quindi Cateniano: di quale delle tue tante trasformazioni provi un po’ di vergogna, se la provi?

DC, Popolare, CCD, FI, Margherita, PD, IF, UDC e ora accanto a Basile e De Luca (progetto TI AMO SICILIA) … direi sempre democratico cristiano anzi “cristianu battiatu” avendo attraversato le repubbliche. Non escludo anche di essere irriverente e anarchico. Non tollero le risulte, le derive e le discariche anarcoidi. Disdegno chi esibisce patenti di innocenza e verginità. Non arrossisco e non rinnego niente e nessuno. Mi sono data e imposta una unica invariata e invariabile coordinata di impegno civico e politico: gli insegnamenti sturziani come traduzione dei valori del magistero sociale. La declinazione di questi insegnanti vuole la centralità della persona e della città.

Che cosa ricordi con orgoglio dei tuoi esordi?

Una lettura già matura di segni dei tempi che sfuggiva a molti leader e a molti giovani. Ero rivoluzionario nella misura e misurato nella rivoluzione. Lo sono tutt’ora.

Immagino che ci sarà stato pure un momento in cui hai pensato: “Ce l’ho fatta”…

No. Non mi sono mai considerato arrivato e mai considerato finito.

Come sei arrivato a questo nuovo percorso politico nella vita? E’ stato duro l’atterraggio?

18 marzo 2025. Taormina.  I partiti hanno abdicato alla esigenza di scuole per formare e selezionare la classe dirigente qualificata politicamente ed edotta amministrativamente. TI AMO SICILIA è più che progetto … direi che è profezia oltre ogni steccato ideologico e oltre ogni perimetro partitico. Profezia che – per definizione – non guarda alle prossime elezioni ma alle generazioni che verranno. Atterraggio morbido. Non sono stato cooptato. Ci si sceglie. Si sceglie. Ci si sceglie senza senza paracadute e paraculate.

Che cosa ti ha colpito di Cateno De Luca? Come spieghi la leggenda di un De Luca aperto, avanzato, liberale, mentre il De Luca che spesso viene alla ribalta sui social somiglia più a un filosovietico, duro nel reprimere il dissenso interno, il più stalinista dei nostri politici? A volte alterna commedie e drammi epici. Perché?

Nel teatro antico maschera e persona erano tutt’uno. Sia nella tragedia che nella commedia non era mai “teatrino”. Cateno De Luca coltiva la più nobile delle ambizioni: consegnarsi alla storia e alla memoria del Popolo di Sicilia che ha come vessillo la Trinacria. Ciò passa dalla necessità di lasciare fatti, modificare processi, cambiare regole. Ciò implica, per un verso, disponibilità all’ascolto senza essere indulgente con la banalità; per altro verso, severità di impostazione dettata, anzitutto, a se stesso.

Federico Basile accetta questa routine di ambiguità: non ne rimarrà soffocato?

Soffocato? L’unico vero motivo di queste amministrative è BASILE CANDIDA BASILE. VINCE MESSINA con BASILE. Vince la Messina di Basile.

In politica sei stato attore, sceneggiatore, regista e scrittore. Tutti questi ruoli placano una sorta d’irrequietezza interiore.

“Confesso che ho vissuto”. Convivo con la morte. Morirò di vita.

Mentre si gioca sui destini di Messina il vuoto lasciato da centrodestra e centrosinistra  poteva essere l’occasione per rilanciare un movimento di opinione nella società civile, per creare club elettorali, comitati di cittadini estranei ai partiti. Questa è la Politica con la P maiuscola. Invece, siamo alle solite: promesse, chiacchiere, scambio di favori. Come interpreta questa esperienza di coincidenza e ritorno alle radici democristiani?

Le liste a sostegno di Basile sono espressione di società civile. In buona misura sono composte da profili che hanno voluto attestare la bontà dell’operato delle amministrazioni targate De Luca e Basile. Il c.d. centro-destra e il c.d. centro-sinistra messinese c’entrano poco con la “P”olitica. In “P”olitica chi perde si mette in discussione, apre, fa opposizione, costruisce alternativa. Quando ti preoccupi, in primis, di assicurarti un “diritto di tribuna” sei destinato a continuare non solo a perdere ma a non offrire alcun contributo alla polis e alla comunità.

C’è chi punta il dito contro il mega reclutamento di De Luce e Basile in Messina Social City, Messina bene Comune, Polizia municipale, Amam e Atm: un grande bacino di voti che andrebbe disarmato… 

Andrebbe potenziato. Non il bacino di voti ma quello di consensi connessi alle risposte alla attesa e alla altezza A) di servizi pubblici dal punto di vista quali-quantitativo sempre più elevati e B) di precondizioni di investimenti privati per coniugare nella intrapresa non assistita opportunità di sviluppo e di occupazione.

La composizione di alcune liste di Basile sembrano suggerire: Ritorniamo, ritorniamo come prima. E ripartiamo: dobbiamo tornare a essere i consulenti aulici del potere costituito. In una parola: per arrivare al grande gioco politico non è necessario diventare parlamentare o sindaco, ma pilotare onorevole, assessori o sindaco… Sarà questo il nostro destino di cittadini?

Il cittadino è istituzione in sé.

Il cittadino tradisce il cittadino quando resta alla finestra a “mummuriare”.

Il cittadino che conta è quello che si compromette con il destino della comunità.

Alcuni dei mali di Messina: territori deturpati, sacco edilizio, affidamenti senza concorrenza né controlli, spregio dell’interesse pubblico a favore dei privati, ecc…Se toccasse a Fragale scegliere se costruire una scuola o un ospedale, riqualificare il territorio, risanare le colline colorate dall’oro grigio, tra i problemi sempre più grandi e risorse sempre più scarse?

Fragale? Sono un candidato per il rinnovo del consiglio comunale. Il programma è quello del candidato Sindaco. Le personalissime priorità sono slegate da ritorno elettorale: 1) città protetta e sicura nella civiltà e nella bellezza; 2) città riconciliata con la posizione geografica … “una geografia che si fa storia; 3) città conformata alle dinamiche di scambio economico, culturale, accademico, spirituale nel Mediterraneo; 4) città a misura di bambini e di bambini speciali; 5) città a dimensione ottimale con nuove centralità fondate su villaggi e casali; 6) città con saracinesche alzate e strutture ricettive accoglienti. A proposito di Ospedali … ritengo con Cittadinanza Attiva, al netto di latenti questioni tecnico giuridiche sul cambio di destinazione, che il Margherita è da considera ancora logisticamente e funzionalmente (magari con eccellenze) necessario.

Molti messinesi sono delusi. Arrabbiati, molto arrabbiati. Una delle cause è il determinismo sociale, fattori come povertà, violenza di classe, esclusione. Si sentono cosi verso le parole vuote e i fatti di chi finge etica e predica la morale. Finge attaccamento a un sentimento popolare e poi invece lo tradisce perché si mette sopra, perché si antepone. Si chiama abuso di proprietà. Gente delusa dall’isteria egoistica, dall’io sono io e voi non siete un cazzo, e da tanti candidati che vedono riflettere la luce nello specchio e ci si buttano. E sono delusi da chi, per mestiere, avrebbe il DOVERE di raccontare gli eventi. E invece si adegua. Definirli indecorosi è riduttivo. 

Il cittadino, se ha motivo di delusione, deve essere “incacchiato” con un sentimento di appartenenza che sembra, talvolta deficitario. L’appartenenza è intimamente connessa con la vocazione e la identità. L’appartenenza esprime la cifra della corresponsabilità.

Parliamo della “famiglia” mafiosa: nelle periferie è ancora la criminalità a decidere per chi votare?

Spero e credo non vi siano ingerenze delinquenziali e mafiose. Tuttavia, ribalto la domanda. Perché l’accento sulle periferie? Dovrebbe inquietare la manierata ingerenza di ogni ambiente che non esprime interesse diffuso.

Perché non suggerisci a Basile, una volta eletto, di pensare (in maniera seria) un giro per gli istituti scolastici per educare al rispetto e aiutare le nuove generazioni ad abbattere stereotipi e pregiudizi? In una parola dare voce a chi non ne ha… 

Basile lo sa di suo. Non ha bisogno di questo suggerimento.

Come vivi l’avanzare dell’età? Come superi le notti insonne: maledicendo il passato, meditando sul presente o scrivendo banalità sui social? 

Prendo sul serio ogni giorno ma non mi prendo sul serio. Prendo sul serio ogni notte perché potrebbe essere l’ultima. Prendo sul serio ogni alba e ogni tramonto. Cerco di essere serio e cerco di non essere serioso. Compio passi mai stanchi. Cammino. Raramente rido. Sorrido. Raramente piango. Cedo allo stupore e all’incanto. Non vorrei tornare indietro neppure di un giorno e considero ogni giorno, anche una sola frazione di giorno in più, un dono. Forse scrivo anche banalità ma sono (anzi banalmente rivendico) di essere originale e fors’anche unico.

Che cosa ti è piaciuto meno di questa intervista? 

Di questa intervista mi piace tutto. Mi mette a nudo che è più che indossare l’abito bianco candido di chi si cimenta in una competizione elettorale.