Non ce l’ha fatta la neonata di circa un mese, sbarcata stanotte a Lampedusa con la mamma, la sorellina e altre 52 persone. E’ l’ultima giovane vita spezzata nel tentativo di trovare un futuro migliore, fuggendo da guerre, crisi umanitarie, povertà estrema. Ancora una volta, uomini, donne e bambini hanno affrontato un viaggio disperato verso l’Europa, e ancora una volta il Mediterraneo si è trasformato in un confine di morte, aggravato da politiche restrittive volte alla difesa dei confini e non alla tutela delle persone.
“Non è inevitabile: è una scelta. Quando muore una neonata, non è una fatalità, è il fallimento di politiche che continuano a mettere i confini davanti alla vita. Il diritto a vivere e a cercare protezione non può essere negoziabile. Il rispetto del diritto internazionale deve essere pieno e sostanziale, mettendo il Superiore Interesse del Minore al primo posto” ha dichiarato Giorgia D’Errico, Direttrice Relazioni Istituzionali di Save the Children.
Dal 2014 sono più di 34.800 le persone morte o disperse nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere un futuro possibile. Solo quest’anno le vittime sono già più di 1.200, di cui oltre 800 nel Mediterraneo Centrale, e tra loro ci sono anche molti bambini: più di 100 ogni anno negli ultimi tre anni[1].
Il team di Save the Children presente sull’isola è operativo per garantire una risposta immediata ai bisogni dei sopravvissuti, tra cui 20 minori non accompagnati. L’assenza di vie regolari di accesso all’Europa non consente altra alternativa che intraprendere rotte sempre più pericolose e la mancanza di un sistema strutturato di soccorso rende più frequenti tragedie che potrebbero essere evitate. Save the Children ribadisce la necessità di aprire canali regolari e sicuri verso l’Europa, nel pieno rispetto dei diritti umani, e di attivare un sistema coordinato e strutturato di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. L’Organizzazione sottolinea, inoltre, quanto sia importante garantire che tutte le imbarcazioni impegnate nel salvare vite, comprese quelle delle Ong o i mercantili, non vengano ostacolate.
