Cina-Stati Uniti, Lanzalone-Somigli: “Pressione geopolitica e contenimento economico. La strategia Trump per mantenere il primato”

Milano – Per gli Stati Uniti la Cina è un “competitor finanziario, industriale e commerciale”, da contrastare “sul terreno dell’economia e, solo in ultima istanza, della deterrenza militare”. “Ciò non toglie che la compenetrazione tra i due sistemi sia avanzata, ma nell’ottica americana richiede un riequilibrio”.

Lo affermano Luca Alfredo Lanzalone, avvocato, e Lorenzo Somigli, giornalista, autori del saggio “The Donroe Doctrine. Dalla National Security Strategy alla geopolitica in azione di Donald Trump” edito da Angolazioni.

“Aumenta la pressione anticinese, ma la Cina risponde consolidando i tratti autoritari e la verticalità del suo capitalismo. Cresce la tensione intorno alla Cina e alle sue tradizionali direttrici di sviluppo: Nepal, Thailandia, Corea del Sud, ma anche Pakistan e Iran”. “La Cina – riflettono – rilancia consolidando la sinergia con Sud Corea e Giappone, in una sorta di triangolo confuciano; in questo contesto, l’incontro tra Xi Jinping, Segretario del Partito Comunista Cinese, e Cheng Li-wun, Presidente del Kuomintang, ha grande rilevanza, perché la geopolitica batte sempre l’ideologia”.

“La politica di contrasto e di contenimento rispetto al sistema economico e alla capacità di esportazione della Cina è attuata da Trump – sottolineano gli autori – attraverso un uso aggressivo della capacità economica e finanziaria degli Stati Uniti (pubblica e privata) finalizzata ad estromettere gli operatori cinesi da aree ed infrastrutture ritenute di primaria importanza, anche riacquistandone la proprietà, che delle imposizioni daziarie, anche a costo di aumentare la spesa pro capite del cittadino americano, perché gli Stati Uniti mantengono ancora una serie di vantaggi competitivi nei confronti di Pechino: la produttività continua a crescere; non subiscono alcuna dipendenza energetica, godendo di prezzi inferiori ai rivali; il dollaro continua ad essere la va luta dominante nel commercio internazionale; le Big tech statunitensi incassano oltre metà dei profitti globali del settore (quelle cinesi appena il 6%) e il mercato dei consumi supera Cina ed Eurozona messe assieme”.

 

Domani, venerdì 15 maggio, alle 17:30 il volume sarà presentato a Firenze al Caffè Letterario Niccolini, insieme a Gianni Bonini (analista geopolitico).