Più che rispondere alle domande dei cronisti, i candidati a guidare il Comune di Messina preferiscono inondare le caselle di posta delle redazioni con fiumi di parole e proclami spesso folcloristici.
Per certi versi veri e propri bollettini di guerra a cui fanno seguito repliche, contro repliche, minacce di ritorsioni e querele. Tanti bla, bla, bla che di fatto certificano che il giornalismo – quello serio, autorevole di un tempo – è stato sostituito dagli addetti stampa: perché i candidati non rispondono più a quello che i giornalisti vorrebbero sapere per poter informare i cittadini, ma a quello che loro fa più comodo far scrivere. Con l’impressione di assistere a una passerella di fantasmi, quando uno dopo l’altro si alternano nelle varie tribune televisive.
La riflessione potrebbe sembrare banale, la classica rivendicazione di chi ha scelto, per dignità e rispetto della professione, di non allinearsi a questo varietà, in realtà è la nota dolente di questa campagna elettore per le Amministrative di maggio. Siamo invasi da settimane da immagini, parole e promesse ma di reale e sincero non c’è nulla. Perché le risposte alle emergenze e alla crisi economica sono assenti.

Nell’informazione invisibile della quotidianità siamo di fronte alle notizie imposte, all’obbligo del silenzio rotto dalle chiacchiere sottovoce… eppure nei dibattiti organizzati si fa un gran parlare di proteggere le fonti e dell’indipendenza dei media dalla politica e da interessi privati. Vedremo, intanto il settore media è in forte crisi, oggetto di espliciti negoziati dentro il palazzo con buona pace della tanta osannata deontologia, con la professione usata come merce di scambio: altro che schiena dritta, dirittura morale, integrità e dignità.
Noi di IMG Press abbiamo sempre amato la lotta, rompere la routine, scegliere un’altra via, tentare una soluzione, alzarsi in piedi, mettersi dalla parte di quelli che, per certi versi, hanno torto, perché non sono disposti a dire signor Sì.
La lotta è uno scarto di lato, scoprire una traccia, trovare uno scandalo, spesso più di uno: dal sacco edilizio alla compra – vendita di voti e posti di lavoro. La lotta per IMG Press è l’attesa di un risultato, la sorpresa della vita quotidiana, l’aspettativa e la speranza che qualcosa di buono arriverà per tutti quelli che non hanno mai smesso di lottare.
L’esatto contrario della servitù (la condizione di servo, cioè di schiavo) che è innanzitutto immobilità, che non auguro a nessuno, meno che mai ai cittadini di Messina. La politica dovrebbe essere diversa da quella che sta andando in scena in questi anni alla Regione e a cascata al Comune di Messina. Voler amministrare un Palazzo non significa sistemare amici e parenti. A volte saper fare politica si dimostra nello spazio fra una persona e l’altra. A volte è far trionfare gli interessi della comunità rispetto ai propri perché questo gesto ci dice che il Comune, la Regione, l’Autorità portuale o qualunque altro ente è un palazzo di vetro, dove ogni cittadino ha i suoi diritti. Solo così il cittadino elettore partecipa cosciente al buon esito dei lavori, dei progetti.
Quando in campagna elettorale – a detta dei candidati – i soldi piovono in quantità industriali al punto da doversi riparare con l’ombrello, è tempo di chiedersi dove abbiamo sbagliato nel dare loro spazio e quando la politica con la P maiuscola ha abbandonato Messina. Un canto di sirena che a noi non incanta: ci rendiamo conto che molte delle proposte avanzate nascondono trappole e insidie volte a conquistare tempo. Perché i cani da guardia danno fastidio. Sempre. Sotto tutti i colori, qualunque sia il politico e a qualsiasi fido burocrate: poco o nulla di nuovo sotto il sole. Insomma, per intenderci, la dipendenza dalla politica nuoce alla salute della libertà di stampa.
