Festa dell’Europa. Tanto marginalizzata quanto importante

Oggi è la Festa dell’Europa, anche se qualche “burlone” ha scelto di mettere nella stessa data il Giorno della memoria delle vittime del terrorismo Sui media ne sentiamo parlare poco, ma sentiamo molto parlare di una delle più importanti vittime del terrorismo come Aldo Moro… che merita sì la massima attenzione, ma proprio per questo sarebbe stato meglio in un altro giorno. E’ la politica, ed è così la mediatizzazione della stessa. 

Notiamo un certo parallelo, schizofrenico quanto di sminuimento, con la parata militare che c’è oggi a Mosca per celebrare la vittoria nella seconda guerra mondiale… un falso storico, visto che quella guerra finì l’8 maggio 1945 ma Stalin, per non condividere i festeggiamenti con gli Alleati, la spostò di un giorno.

Ognuno fa quel che può

Diverse le iniziative oggi in Italia, ma molto per gli addetti ai lavori: per fare una festa tra  amici e poco per cercare di far capire ad altri l’importanza di quando il 9 maggio 1950, il ministro degli Esteri francese, Robert Schuman, con la sua celebre Dichiarazione, propose alla Germania e agli altri Stati disponibili, tra cui l’Italia, di condividere la sovranità sul carbone e l’acciaio. E diede il via a quel processo che oggi si chiama Ue.

Aduc, per chi si collega al suo sito web, accoglie i visitatori con un popup azzurro dove, sotto la bandiera Ue, si legge: “Buona Festa dell’Europa, pace, diritti e libertà – la nostra casa comune”. Un auspicio verso un processo federalista che tanti chiamano “Stati Uniti d’Europa”, ma che in pochissimi si danno da fare per raggiungerlo.

A chi ci legge, auspicando che colgano l’occasione per meglio informarsi su cosa sia e come funziona l’Ue, ricordiamo solo una cosa: senza l’Unione europea, con ci sarebbe la quasi totalità dei diritti che vengono riconosciuti agli utenti ed ai consumatori. Gli Stati nazionali, Italia compresa, sono spesso pigri in materia, ma quando in Ue vengono approvate le direttive, la loro esecutività è obbligatoria, e quindi il nostro Parlamento è costretto a trasformarle poi in legge nazionale.

Aggiungiamo alcuni ultimi ricordi: senza l’Ue non avremmo superato il Covid e senza l’Ue non potremmo continuare a fruire delle materie prime energetiche che, in periodi di grandi crisi come l’invasione russa dell’Ucraina e la guerra intorno allo Stretto di Hormuz, avrebbero compromesso la nostra esistenza e libertà.

Vincenzo Donvito Maxia