FESTA DELLA MAMMA: ITALIA FUORI DALLA TOP 10 DEI PAESI VIRTUOSI IN TEMA DI CONGEDO DI MATERNITÀ, DIETRO A UNGHERIA E POLONIA

Il tema del congedo di maternità e, più in generale, della genitorialità, rappresenta oggi uno snodo cruciale per le organizzazioni. Non riguarda solo aspetti normativi o retributivi, ma chiama in causa modelli organizzativi, sostenibilità del lavoro e capacità delle aziende di accompagnare le persone nei momenti di transizione della vita.

E i dati che emergono dal report 2026 di World Population Review dipingono uno scenario quanto mai variegato ed eterogeneo. In Europa, l’Italia si posiziona solamente 15esima (22 settimane retribuite all’80%) sotto Polonia (26 settimane retribuite al 100%) e Ungheria (24 settimane retribuite al 70%) e San Marino (22 settimane retribuite al 100%), mentre al primo posto tra i virtuosi c’è la Croazia dove sono garantite 58 settimane di congedo (retribuite al 100% fino a 6 mesi dopo la nascita con poi un’indennità forfettaria finanziata da fondi pubblici), seguita da Montenegro (52 settimane retribuite al 100%), Regno Unito (52 settimane, di cui 6 al 90% e dalla 7 alla 39 con un importo inferiore al 90%), Bosnia ed Erzegovina (52 settimane dal 50 all’80%), Albania (52 settimane retribuite all’80% prima del parto e fino a 150 giorni dopo, al 50% per il restante), Irlanda (42 settimane, di cui 26 retribuite all’80% dello stipendio, ma fino a un tetto massimo stabilito per legge), Macedonia del Nord (39 settimane retribuite al 100%) e Norvegia (35 settimane retribuite al 100% oppure 150 giorni all’80%). A livello globale, gli Stati Uniti sono invece fanalino di coda con sole 12 settimane di congedo garantite (ma non pagate) a livello federale dal Family and Medical Leave Act che però si applica alle sole aziende con almeno 50 dipendenti e ai lavoratori e alle lavoratrici che hanno prestato servizio per almeno 12 mesi.

Se per molte aziende la genitorialità resta un tema da gestire, per Zeta Service è un ambito da progettare. La realtà italiana leader nei servizi payroll e HR admin, consulenza giuslavoristica, sviluppo organizzativo e head hunting – con 1.600 clienti e più di 450 collaboratori e collaboratrici – ha sviluppato da diversi anni il Baby Pack: un ecosistema di misure che supera la logica delle sole tutele di legge e interviene su organizzazione, flessibilità e sostegno concreto alle persone. Congedi più estesi e inclusivi, smart working e supporti economici mirati sono alcune delle leve attivate per rendere sostenibile, anche nel lavoro, l’arrivo di un figlio o di una figlia.

“In un’ottica di reale inclusività e di equally shared parenting – spiega Debora Moretti, Co-CEO di Zeta Service – “Abbiamo scelto di riconoscere 30 giorni di congedo retribuito a tutti i genitori, siano essi biologici, sociali, affettivi o intenzionali, garantendo di fatto ai papà 20 giorni extra che si sommano ai 10 obbligatori per legge. Un approccio che consente di superare una logica ancora sbilanciata e di garantire tempi di cura più equi all’interno della coppia genitoriale. Per accompagnare questa fase anche dal punto di vista organizzativo, prevediamo lo smart working al 100% nell’ottavo e nono mese di gravidanza e, nei primi mesi di vita del bambino o della bambina, una piena flessibilità in termini di smart working e oraria per tutti i genitori, così da sostenere concretamente la condivisione dei carichi di cura. Infine, per rispondere alle esigenze più pratiche della quotidianità, riconosciamo 8 ore di permesso retribuito dedicate all’inserimento al nido, un momento chiave che richiede presenza e tempo da parte di chi si prende cura. Non solo: supportiamo i neogenitori con una card nascita del valore di 400 euro e offriamo borse di studio per i figli e le figlie di chi lavora con noi.”

Le iniziative dedicate alla genitorialità contenute nel Baby Pack non si limitano al tempo e alla flessibilità, ma includono anche sostegni economici mirati: è infatti prevista la possibilità di richiedere un anticipo del 20% sulla retribuzione durante l’intero periodo di maternità facoltativa, oltre a un anticipo sul TFR per garantire la massima serenità finanziaria. Inoltre, consapevole che l’arrivo di un figlio o una figlia porti con sé anche un inevitabile carico emotivo e organizzativo, Zeta Service affianca le sue persone attraverso l’adesione al programma “Fiocco in Aziendadi Manageritalia, offrendo una consulenza personalizzata e un supporto continuo nelle fasi pre, durante e post maternità, oltre a incontri di counseling per accompagnare i genitori nel nuovo percorso. A questo ecosistema di cura si unisce l’efficacia dell’Help Desk Genitorialità“, rivolto alle aziende clienti e viene offerto a tutti i genitori che lavorano in Zeta Service: un vero e proprio sportello salva tempo studiato per alleggerire le famiglie e ridurre il loro carico mentale, aiutandole a districarsi rapidamente e senza stress nella complessa burocrazia di bonus nido, moduli INPS e normative vigenti.

“In una società in cui la scelta di avere un figlio o una figlia continua a incidere in modo diseguale sui percorsi professionali, il tema della genitorialità non può essere affrontato solo con misure di breve periodo – commenta Debora Moretti di Zeta Service – Richiede un lavoro più profondo: culturale, organizzativo e manageriale. Per questo il nostro approccio non si limita all’introduzione di benefit o strumenti operativi, ma punta a intervenire sui modelli che regolano il lavoro e la distribuzione dei carichi di cura, promuovendo una genitorialità realmente condivisa e contribuendo a superare stereotipi ancora radicati”. “È un percorso – prosegue Debora Moretti – che portiamo avanti nel tempo anche attraverso Fondazione Libellula, la nostra impresa sociale, con cui lavoriamo sul piano culturale per diffondere una cultura del rispetto e dell’equità, dentro e fuori le organizzazioni. Questo si traduce in attività continue rivolte alle nostre persone e alle aziende clienti: percorsi formativi, webinar e momenti di confronto dedicati al linguaggio, ai modelli di genitorialità e alla condivisione dei carichi di cura, perché è anche da qui che passa un cambiamento reale e duraturo.  È in questa direzione che lavoriamo al fianco delle aziende: non solo supportandole negli adempimenti, ma accompagnandole nel tempo con soluzioni e progettualità che rendano sostenibile la genitorialità dentro le organizzazioni e aiutino le persone a lavorare in ambienti sani, equi e inclusivi. Dall’Help Desk Genitorialità ai percorsi di consulenza e formazione, mettiamo a disposizione un know-how costruito sul campo per trasformare un tema ancora gestito come criticità in una leva concreta di equità, attrattività e sviluppo organizzativo.”

Ecco la classifica dei primi 15 Paesi in Europa per i congedi di maternità secondo il report 2026 del World Population Review:

  1. Croazia: 58 settimane, retribuite al 100% fino a 6 mesi dopo la nascita, successivamente si passa a un’indennità a quota fissa.
  2. Regno Unito: 52 settimane, le prime 6 settimane sono pagate al 90%; dalla 7ª alla 39ª si riceve un’indennità fissa o il 90% dello stipendio (l’importo minore tra i due), mentre le ultime 13 settimane non sono retribuite.
  3. Bosnia ed Erzegovina: 52 settimane, retribuite con una percentuale che varia dal 50% al 100%.
  4. Albania: 52 settimane. Retribuite all’80% prima del parto e fino a 150 giorni dopo la nascita, per poi scendere al 50% per il periodo rimanente.
  5. Montenegro: 52 settimane, retribuite per intero al 100%.
  6. Irlanda: 42 settimane, retribuite all’80% (fino a un tetto massimo prestabilito) per le prime 26 settimane.
  7. Macedonia del Nord: 39 settimane, retribuite al 100%.
  8. Norvegia: 35 settimane, retribuite al 100% (oppure si può optare per un congedo retribuito all’80% per 150 giorni).
  9. Slovacchia: 34 settimane, retribuite al 65%.
  10. Bulgaria: 32 settimane, retribuite al 90%.
  11. Repubblica Ceca: 28 settimane, retribuite al 70%.
  12. Polonia: 26 settimane, retribuite al 100%.
  13. Ungheria: 24 settimane, retribuite al 70%.
  14. San Marino: 22 settimane retribuite al 100%.
  15. Italia: 22 settimane retribuite all’80%.