Circonvenzione di un’anziana: sottratti 155mila euro, indagata coppia di finti nipoti

Le persone anziane sono spesso il bersaglio preferito di truffatori senza scrupoli che, adottando diversi stratagemmi, fanno leva sulla loro fragilità fisica e psicologica nonché sulla solitudine e sui riflessi non più brillanti, per depredarli dei loro averi.

Una forma diversa ma altrettanto subdola di reato che sfrutta la particolare vulnerabilità dovuta all’età avanzata, è la circonvenzione d’incapace messa in atto da persone vicine agli anziani, nelle quali questi hanno fiducia assoluta.

Vittima di questo reato è stata una signora ultranovantenne di Novara, alla quale una coppia che si spacciava per suoi nipoti, avrebbe sottratto oltre 155mila euro.

Il raggiro è stato scoperto grazie alla prontezza degli operatori di un istituto bancario che hanno segnalato i loro sospetti in merito ad operazioni richieste dalla loro cliente molto anziana.

La signora si era presentata accompagnata da due persone che si erano presentate come suoi nipoti, richiedendo di distrarre dalla propria polizza vita la somma di 30mila euro con lo scopo di renderla fruibile per eventuali prelievi sul conto corrente.

Sul posto è intervenuta una Volante che, dopo aver identificato i due accompagnatori, ha escluso legami di parentela con l’anziana che, tuttavia, frequentavano quotidianamente.

L’operazione è stata quindi bloccata e, in considerazione del grave stato di decadimento cognitivo evidenziato dalla signora, che dimostrava di non aver nessuna comprensione del proprio stato patrimoniale, i due accompagnatori sono stati inizialmente denunciati in stato di libertà per il reato di circonvenzione di incapace.

squadra mobileLa successiva indagine condotta dai poliziotti della Squadra mobile di Novara, ha evidenziato come gli indagati abbiano approfittato della vulnerabilità della vittima, inducendola ripetutamente a compiere atti dispositivi del proprio patrimonio con lo scopo di procurarsi un ingiusto profitto.

Sin dal novembre 2023 si sarebbero impossessati della carta bancomat dell’anziana, effettuando prelievi per una somma complessiva di 111.400 euro e pagamenti Pos per 42.829,19 euro, spese del tutto estranee ai bisogni della vittima. Per questo avrebbero indotto l’ultranovantenne a disinvestire ingenti somme da polizze assicurative per un totale di circa 150mila euro.

Oltre a questo, avrebbero anche disposto bonifici bancari e altre operazioni finanziarie per fini strettamente personali, come l’acquisto di un’auto.

Infine, i due si sarebbero fatti nominare amministratori di sostegno per il caso di futura incapacità della vittima e beneficiari di disposizioni successorie.

Gli investigatori hanno evidenziato come l’anziana signora fosse stata progressivamente isolata dal contesto familiare e indotta a fidarsi degli indagati che esercitavano su di lei una costante influenza e controllo.

Il giudice per le indagini preliminari (Gip) del tribunale di Novara ha disposto il sequestro preventivo a carico degli indagati, accusati dei reati di circonvenzione di incapace e indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti.

Una perquisizione domiciliare ha permesso agli investigatori di trovare gioielli il cui possesso è stato giustificato dagli indagati come regalo da parte dell’anziana, nonché documentazione varia riguardante la vittima come atti notarili, patente e certificati medici.

Il Gip ha anche emesso nei confronti degli indagati la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa con l’installazione del braccialetto elettronico.