Operazione antimafia a Bari, 14 arresti

I poliziotti della Squadra mobile e i carabinieri di Bari, coordinati dalla direzione distrettuale Antimafia, hanno eseguito 14 provvedimenti cautelari, 11 in carcere e tre fermi nell’ambito di un’indagine scaturita in seguito ai violenti scontri armati degli ultimi anni, tra gli storici clan Capriati e Strisciuglio di Bari.

L’indagine ha permesso di fare luce su uno degli episodi più eclatanti della recente storia criminale barese avvenuto con l’omicidio di Raffaele “Lello” Capriati. L’agguato, successo il giorno di Pasquetta del 2024 era stato eseguito con modalità tipicamente mafiose, due sicari su una moto di grossa cilindrata avevano esploso quattro colpi di pistola contro l’auto su cui viaggiava la vittima insieme ad una donna rimasta illesa.

Secondo gli investigatori, Capriati era il vertice più autorevole del clan e la sua morte ha rappresentato il punto di rottura definitivo di un equilibrio già precario, minato da mesi di tensioni tra giovanissimi esponenti delle due fazioni, spesso protagonisti di scontri armati e minacce all’interno dei locali notturni.

L’operazione di oggi ha permesso di risolvere anche un altro recente omicidio, quello di Filippo Scavo, assassinato il 19 aprile scorso all’interno della discoteca “Divine Club” di Bisceglie per il quale sono stati fermati per omicidio tre ventenni.

Oltre gli omicidi, l’indagine ha fatto emergere una significativa capacità dei clan di esercitare il proprio potere anche all’interno del carcere di Bari. Attraverso l’uso di droni, i detenuti riuscivano a ricevere telefoni cellulari nelle celle, mantenendo contatti costanti con l’esterno e continuando a impartire ordini agli affiliati in libertà.

I reati contestati agli indagati vanno dall’omicidio volontario al porto illegale di armi, fino al traffico di stupefacenti, il tutto aggravato dal metodo mafioso.