AL VOTO PER LE AMMINISTRATIVE: MESSINA PROTAGONISTA CON DONATELLA SINDONI

Donatella Sindoni è un dirigente medico all’ospedale Papardo di Messina presso l’unità operativa di Patologia Clinica, madre di tre figli e nonna di tre nipoti. Consigliere comunale durante le sindacature di Genovese e Accorinti. Presidente, in entrambe i periodi, della commissione politiche sociali. 

Donatella Sindoni, è in corsa per il consiglio comunale di Messina con la lista Messina protagonista Sud chiama Nord – Basile: perché questa scelta?

Ho scelto di candidarmi nella lista Messina Protagonista a sostegno di Basile sindaco perché, per sfatare il detto che da Messina siano i giovani a dovere andare via, anch’io, che sono “diversamente giovane” nel 2018 sono dovuta andare via per cercare, a Palermo, un lavoro che mi desse una maggiore dignità professionale. Rientrando, dopo cinque anni, ho trovato la mia città oggettivamente diversa e migliore. Avrei, comunque, sostenuto Federico Basile sindaco di Messina.

 

Non mi dica che anche per lei la politica di Cateno De luca è una fonte d’ispirazione?

Avrò, forse , mille difetti; fra questi forse c’ è la sincerità. Mi infastidisce dovere sempre puntualizzare che il mio sindaco sarà Basile e non Basiluca come dicono i nostri detrattori. Non mi sembra  che chi si candida con Scurria venga appellato ScurSiramagermageno (Scurria – Siracusano – Amata – Germanà – Genovese, ndr)! Condivido molte battaglie e azioni messe in campo dall’ onorevole De Luca. Talvolta, coltivo perplessità sulle “modalità”. comunicative . Comunqu, a onor del vero, certi atteggiamenti e modi di fare da parte degli “avversari politici” farebbero “spazientire” e uscire fuori dai gangheri anche il più oxfordiano degli uomini.

Ognuno ha un ruolo nel destino: la sua vita rispecchia ciò che sente di essere come donna e professionista?

La mia vita parla per me. Mi rispecchia sia come donna che come professionista. La mia resilienza è la prova provata che nella vita non è importante cadere quanto il sapersi sempre e comunque rialzare. Ho pagato a caro prezzo le mie scelte di donna. Sono stata vittima di stalking. Ma anche da questa esperienza devastante sono riuscita a coglierne l’aspetto positivo. Ho denunziato e ho invitato a denunziare quando ho trovato una donna in difficoltà. Non avevo altra possibilità di starle accanto. E su questo tema sono categorica: quando una donna subisce violenza ha un’unica strada da percorrere che è quella della denuncia. Non esiste nessuna giustificazione: il vile che alza le mani sulle donne recidiverà sempre questo comportamento e perché questa “mattanza” abbia finalmente fine oltre a una sensibilizzazione nelle scuole bisogna che cada questo muro di “vergogna” e denunciare, senza remore alcuna, tempestivamente. Come professionista poi so che per le donne è purtroppo più difficile, ancora oggi, emergere rispetto agli uomini. E ho pagato a caro prezzo avere perorato in prima persona i diritti della categoria dei convenzionati esterni di cui prima facevo parte. Un direttore dell’Asp dell’epoca in tre mesi, solo per avere avuto l’ardire di contestare il budget assegnatomi, mi inviò prima l’ispettorato del lavoro, poi i Nas e infine la Guardia di finanza! E l’extra budget, onestamente lavorato in nome e per conto del Ssr,  dall’Asp 5 di Messina non mi è stato mai riconosciuto!

Nelle sue precedenti puntate al Comune ricordiamo, progetti, etica, dignità del proprio ruolo, incazzature verso chi la riteneva (sbagliando) solo una bella statuina. Insomma, è stata dura farsi rispettare. Che cosa si porta dentro di quegli episodi? Si è mai sentita discriminata?

“Bella statuina” non lo sono stata mai e, paradossalmente, per le mie richieste d’accesso agli atti, le mie interrogazioni, le mie visite ispettive, le mie battaglie a favore dei lavoratori dei servizi sociali e contro il “sistema” delle cooperative, il mio difendere Casa Serena, il mio impegno a favore dei minori migranti, dei morosi incolpevoli, dei diversamente abili facendo nostro il motto “nulla su di noi senza di noi”, del progetto del dopo di noi, del regolamento degli stalli per i disabili, mi ha attirato gli strali sia dei miei ex compagni di partito oltre che  dei consiglieri (non tutti in verità) accorintiani. Credevo che certe battaglie non avessero colore politico ma se, a esempio, accoglievo la richiesta di Antonio Mazzeo d’essere audito in commissione, era una lotta sia contro i miei ex compagni di partito perché stavo permettendo a un ” avversario” di esporre il suo punto di vista sia con i consiglieri di Accorinti che non gradivano sentire chi dissentiva dalle politiche messe in atto dal loro sindaco.

Il momento in cui ha deciso di tornare a ricandidarsi?

Quando ho visto chi fosse il “nuovo” che avanzava ho capito che era giusto che mi candidassi in prima persona per dare il mio contributo. Ho ritenuto che il sostegno a Federico Basile meritasse il mio personale coinvolgimento.

La campagna elettorale è diventata una polemica continua. Veleni, minacce, pressioni mediatiche: credevo che l’epoca dei reality fosse definitivamente tramontata…

Sono davvero nauseata da questa campagna elettorale avvelenata da continui insulti, da pretestuose polemiche e ancora più da queste minacce di invalidare con ricorsi queste elezioni. Credo che a decidere chi dovrà governare la nostra città spetti al popolo sovrano e non debba essere deciso in un’aula di tribunale. Io direi che sia il caso confrontarsi sui programmi, sui problemi veri della gente.

Mentre si dibatte su liste, sessismo e sogni nel cassetto i messinesi sono sballottati tra rincaro carburante, aumento dei prezzi, lavori precari, giovani in fuga. Ecco, su questi temi non trovo traccia nei programmi. Non è che i litigi fra gli schieramenti sono un calmante, un palliativo, per non parlarne seriamente? Il suo realismo che le fa dire?

Questo strumentalizzare le “troppe” candidature, questo continuo discriminare i nostri candidati- come se i puri e gli intellettuali siano solo di contrario appannaggio- mi lascia basita!  Questo classismo d’élite mi disturba! Ribadisco il concetto : chi ci crede e chi sa di non avere chance ha pari dignità e importanza di chi poi verrà eletto. Entrambi esprimono ferrea volontà di votare e fare votare Federico Basile sindaco. Ogni singolo candidato, anche fosse un solo voto oltre al proprio, comunque, ha contribuito a centrare l’obiettivo. Questo refrain ” Messina è dei messinesi lo trovo disdicevole perché io credo in una Messina inclusiva non in una città che riconosce solo il “Messinese doc” come proprio figlio legittimato a rappresentarla! Messina, ricordo agli smemorati è una città che conta 108 comuni e ogni cittadino, di qualsivoglia comune, ha eguale dignità e diritti di chi è nato a Messina! Inoltre la nascita è un caso, non un merito e appellare le persone come “pecorai” o villani squalifica più chi muove queste critiche e aggiunge ancora più valore a chi li riceve.

Tra tre settimane si andrà alle urne: uno schieramento variegato che comprende professionisti della politica, giovani rampolli e comparse “riempilista” aggiunti nelle liste elettorali per raggiungere il numero minimo richiesto, spesso senza reali possibilità o intenzione di essere eletti, servendo a supportare la lista. Ricerche estreme che, in modo differente, fanno riflettere su un unico bisogno: il desiderio di orizzonte e di futuro. La sua idea?

Puntare il dito sugli altri. Non fare una sana e costruttiva autocritica sui propri errori e sui problemi che ha dentro casa! L’errore da evitare è continuare a spargere fango e veleni che ammorbano l’aria dell’agone.

L’informazione è accusata spesso d’influenzare l’opinione pubblica: ma davvero i cosiddetti talk show politici rappresentano la ricerca della verità? A noi pare che ci sia un cast fisso di ospiti che recita un copione già scritto, in funzione di una normalità politicamente corretta. Magari si raccontava di più quando si stava sotto il regime Dc – Psi – Pci… Oggi che cosa è per lei la libertà d’informazione?

Certamente libertà d’informazione non equivale a dire parole in libertà! A Messina ci sono indubbiamente delle belle “penne” e, quelli che, per dirla alla Bertoli, scrivono con “ordini precisi  partito”: il vero Giornalista è chi ha la schiena dritta da una vita e per la vita!

Quando un sindaco ha saputo innovare davvero per l’ultima volta?

Onestamente, devo dire che sia De Luca che Basile hanno portato innovazioni nella nostra città. Vedi differenziata, trasporti urbani, isola pedonale, soppressione delle cooperative e stabilizzazione e quindi dignità a molti lavoratori, implementazione del Corpo della polizia municipale.

Da cittadina, cosa vorrebbe che il sindaco – come priorità – realizzasse?

Da cittadina chiederei al mio sindaco di attivarsi per accelerare il completamento di tutti i cantieri aperti, lo esorterei a battersi ancora di più nella lotta contro la dispersione scolastica perché, come scriveva il Che ai suoi figli, nella vita bisogna studiare molto per riuscire in qualsiasi cosa si voglia intraprendere, ribadirei al governo nazionale che le opere “compensative” sono un nostro diritto che ci viene negato da troppi anni perché collegate alla costruzione del Ponte e lo inviterei (ma con Basile so che questo lo farà certamente) ad ascoltare le istanze dei cittadini anche di coloro che, per svariati motivi, la pensano diversamente, perché solo col confronto e dalla critica costruttiva si può lavorare per una Messina migliore Rammenterei, infine, al massimo esponente della sanità cittadina che l’onere di vigilare sull’efficienza del servizio reso dai nosocomi cittadini potrebbe arginare la tentazione di una gestione come centri di potere e di spartizione politica.