Parlamento UE vieta le terapie di conversione, Piazzoni (Arcigay): Europa accende i riflettori sui veri aguzzini dell’adolescenza

Il Parlamento Europeo ha votato a larga maggioranza il divieto delle cosiddette “terapie di conversione” in tutti gli Stati membri, riconoscendo ufficialmente queste pratiche come violazioni dei diritti umani. “Un atto storico – commenta Gabriele Piazzoni, segretario generale di  Arcigay – che arriva dopo anni di campagne e raccolte firme promosse da  decine di realtà europee, tra cui Arcigay stessa, con l’obiettivo di porre fine a trattamenti pseudoscientifici che causano sofferenze fisiche e psicologiche a migliaia di persone ogni anno”.

“Il voto del Parlamento Europeo- prosegue Piazzoni – è un segnale inequivocabile: le cosiddette terapie di conversione sono violenza, pratiche che umiliano, torturano, distruggono vite. L’Europa ha scelto di stare dalla parte delle persone LGBTQIA+. L’Italia, purtroppo, è ancora ferma. Nel nostro Paese l’unico testo di legge che proibiva queste pratiche fu presentato ormai diversi anni fa dall’allora senatore Sergio Lo Giudice, presidente onorario di Arcigay, ma non fu mai nemmeno discusso.

Oggi l’Italia ha bisogno di una nuova proposta di legge, che recepisca a pieno l’indirizzo europeo. Mentre il governo Meloni agita il fantasma del gender e tenta attraverso il decreto Valditara  di isolare le persone giovani e giovanissime, l’Europa accende i riflettori sui veri aguzzini dell’adolescenza, che hanno bisogno proprio di quell’isolamento per operare, per praticare i loro esorcismi e le loro torture. Chiediamo al Parlamento italiano di riattivare immediatamente un iter legislativo: non c’è più tempo da perdere”, conclude Piazzoni.