Migranti: dati inediti ActionAid, Emergenza del sistema programmata dal Governo. Il caso dei minori soli nei CAS adulti

Il sistema di accoglienza italiano riproduce un’emergenza interna costante, voluta dalle scelte pubbliche, in assenza di arrivi da “invasione”. Gli accolti a fine 2024, 134.549 persone, sono lo 0,23% della popolazione residente. Grandi centri e sovraffollamento, crescita dei gestori profit, servizi per l’integrazione ridotti, aumento elevato della prima accoglienza, diminuzione dei controlli delle prefetture e mancata protezione dei minori soli. Queste le conseguenze di uno stato “eccezionale” trasformato in regola, che penalizza i più vulnerabili. ActionAid, in collaborazione con Openpolis, ricostruisce quanto accade nei CAS-centri di accoglienza straordinaria, centri governativi e SAI-centri degli enti locali con il report “La Frontiera, ovunque. Centri d’Italia 2026”. Dati inediti ottenuti con oltre 70 procedure di richiesta a Ministeri e Prefetture*.    

“I Decreti del Governo Meloni in quattro anni hanno trasformato l’accoglienza delle persone straniere in un mero dispositivo di filtro e contenimento. L’applicazione del Patto europeo su Asilo e migrazione è già iniziata, e i dati lo mostrano. Tra il 2021 e il 2024 la capienza della prima accoglienza sale da 3.460 a 6.357 posti (+83,7%), e gli hotspot passano da 3 a 11 strutture. L’opacità è parte dell’approccio del governo, che rende meno visibili le conseguenze delle scelte amministrative sulla vita delle persone” dichiara Fabrizio Coresi, esperto Migrazioni ActionAid.

L’emergenza programmata: sovraffollamento, aumento del for profit, centri e gestori sempre più grandi. Nel 2024 i Cas ospitano 96.738 persone, pari al 71,9% del totale. Il Sai si ferma al 24,7% e la prima accoglienza al 3,4%. Non programmare equivale predisporre le basi di un’emergenza costante, con continue azioni di adeguamento del sistema, privo di un assetto stabile, trasparente e controllabile. Il sovraffollamento, per esempio, impatta quasi esclusivamente sui Cas adulti. Su 6.024 strutture prefettizie attive nel 2024, 973 risultano oltre la capienza stabilita, 520 sono oltre il 120% e 13 hanno presenze pari al doppio della capienza. Parallelamente crescono i gestori for profit: il numero dei posti passa da 7.089 a 14.813 tra 2022 e 2024 (+109%) e anche i centri medi e grandi (il 36,0% dell’accoglienza è concentrata in centri sopra i 50 posti). Cresce il peso dei grandi gestori e si tende a premiare la riduzione di costi dovuta a grandi volumi e scarsi servizi.

Le mancate ispezioni dei Centri. La debolezza dei controlli è evidente e preoccupante: secondo i dati ottenuti da ActionAid dal Ministero dell’Interno, nel 2024 si sono svolti 1.564 controlli (con sanzioni per i gestori pari a circa 677mila euro). Ci sono poli iper-monitorati come Napoli (100% delle strutture), Potenza 93,2%) e Caserta (il 95,6%) e grandi zone cieche come le Prefetture di Roma, Frosinone e Ravenna. Le ispezioni inoltre diminuiscono rispetto al passato: nel 2024 quattro centri su cinque non vengono controllati.

I minori stranieri soli nei CAS adulti, simbolo di un fallimento. ActionAid ha per la prima volta monitorato gli effetti del Decreto-legge 133/2023 che introduce la possibilità eccezionale – in casi di comprovata emergenza – di introdurre minori sopra i 16 anni nei Centri per adulti. Su 29 prefetture che registrano il fenomeno a fine novembre 2025 sono almeno 823 i ragazzi registrati dal 2023. Una forma stabile di accoglienza impropria, priva di servizi educativi e abitativi adatti alla minore età. Ma in realtà ci sono sempre posti liberi nei circuiti dedicati ai minori dello stesso comune, provincia o regione. Ad allarmare ancora di più è l’uscita dal sistema dell’accoglienza dei minori: abbandoni, allontanamenti e revoche (almeno 407) sono il segno tangibile del fallimento della tutela dei più fragili.

Dal mare all’accoglienza. Il report dimostra anche come l’assegnazione di porti lontani voluta con il Decreto Piantedosi di inizio 2023 usi pretestuosamente il soccorso in mare come leva per la distribuzione territoriale e prolunghi il dispositivo della frontiera anche dentro il sistema ordinario d’accoglienza. Una scelta non giustificata da reali esigenze di sovraffollamento dei Centri al Sud. Emblematico il caso del 31 dicembre 2023, quando ad una Ong è stato assegnato un porto nel Lazio. Lo sbarco ha coinvolto 55 persone, tra cui 15 minori e 13 MSNA. Nello stesso giorno, lungo il corridoio Sud-Tirreno formato da Sicilia, Calabria, Campania e Lazio, risultavano 6.370 posti inutilizzati, pari a quasi 116 volte le persone sbarcate.

Tutti i dati aperti sono consultabili su https://centriditalia.it/home