I poliziotti del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia hanno consegnato alle autorità degli Stati Uniti, al termine di una procedura di estradizione, un pericoloso hacker straniero.
L’uomo, ex general manager di una importante società tecnologica, era stato arrestato dagli investigatori della Polizia postale e della Frontiera dell’aeroporto di Malpensa (Varese), con la collaborazione degli esperti dell’Fbi, nel mese di luglio dello scorso anno, perché sospettato di aver condotto, su mandato del proprio governo, attacchi informatici su larga scala tra il 2020 e il 2021, in piena epoca pandemica, a enti governativi, istituti di ricerca e università americane impegnate nella ricerca e sperimentazione di vaccini e trattamenti d’avanguardia anti-covid 19, appropriandosi di informazioni riservate.
L’estradato e i suoi complici avrebbero sfruttato falle informatiche presenti nei software per l’invio di posta elettronica ad ampia diffusione, prendendo di mira migliaia di computer di infrastrutture strategiche in tutto il mondo, con la campagna nota come “Hafnium”.
Per queste ragioni, era ricercato a seguito di mandato di arresto emesso dal tribunale del Texas (Usa) per gravi reati di associazione per delinquere, accesso abusivo a sistemi informatici, frode informatica e furto d’identità, con pene massime complessive per decine di anni di reclusione.
