MESSINA AL VOTO: SARANNO FAMOSI… IN HOC SIGNO VINCES

A Messina é tempo di comporre le liste per le prossime amministrative. Mille e più candidati sono un obiettivo ambizioso persino per i migliori organizzatori politici, e invece no: liste e listarelle prolificano con casting da ‘Saranno famosi’ di condominio in condominio, con un processo di coesione sociale tra forme così diverse da far sbiadire al confronto la sorpresa degli scienziati alla scoperta dei fenomeni di biodiversità alle Galapagos.

Siamo certi della oculatezza di chi si accinge all’arduo compito di assemblare le liste mutuando i contenuti delle idee portate come contributo partecipativo alla città dai singoli potenziali candidati, ma ci permettiamo di dare ai selettori dei rappresentanti cittadini nella prossima Amministrazione Comunale qualche consiglio, da inserire tra i tanti che riceveranno in questo periodo.

Nella città dove finalmente si vorrà esaltare la mediazione tra idee e non la rincorsa agli assessorati, visto che il compito di rappresentanza dei futuri consiglieri coprirà importanti funzioni di comunicazione, laddove le idee saranno espresse con compiute analisi e progetti, i selettori facciano svolgere ai candidati un compito di lingua e cultura italiana, negando per esempio l’ammissione a chi scrive il proprio profilo con più di tre errori di ortografia. Quindi consegnino ai candidati un decalogo di ispirazione non solo cristiana, come quello che segue:

– è difficile fare politica per chi ama il denaro o chi ne ha troppo;

– anteporre gli interessi della comunità ai propri;

– costruire un dialogo con chi si rappresenta;

– fare scelte legate alle idee e non alle lobbies;

– valorizzare le persone;

– tutelare le classi più deboli;

– combattere i complessi di superiorità;

– la legalità non può essere disciplinata solo con le leggi;

– imporre regole di gestione della cosa pubblica;

– amministrare come il buon padre di famiglia.

E giù ancora una bella scrematura per chi si dimostrasse insicuro nel commentare i singoli punti. Se poi i nominativi fossero ancora tanti si potrebbe complicare ulteriormente la prova con la coniugazione di qualche congiuntivo. Ma forse questo potrebbe pregiudicare la partecipazione alla politica cittadina di molti uscenti.