La Commissione europea terrà a Cipro nei prossimi giorni un summit in cui presenterà proposte per affrontare la crisi energetica provocato dalla guerra in Iran. Proposte determinanti, quanto uniche a fronte del fallimento della riapertura dello Stretto di Hormuz… che aperto non è e soggetto ad una guerra sempre in corso.
La Commissione propone flessibilità negli aiuti di Stato, misure sulla tassazione dell’elettricità e miglior coordinamento tra i Paesi membri nell’acquisto di gas. Nessuna possibilità, come chiesto a gran voce dall’Italia, di sospensione del Patto di Stabilità: “le condizioni non sussistono”.
Gli aiuti di Stato, essenzialmente per i più vulnerabili, potranno quindi essere decisi dai singoli Paesi che, però, dovranno trovare voci di spesa specifiche per erogarli e non potranno attingere ad un aumento del debito pubblico.
Diventa quindi centrale l’indipendenza delle fonti energetiche (oggi tutti i Paesi Ue importano il 90% del proprio fabbisogno). Tra l’altro, entro l’estate Bruxelles presenterà una strategia sulla elettrificazione dell’economia.
L’Italia dovrebbe quindi rimetter mano al cosiddetto decreto bollette, lì dove prevede che le centrali possono continuare ad attingere al fossile più inquinante (carbone) fino al 2038, 13 anni oltre la scadenza fissata dal Piano nazionale energia e clima, che prevedeva lo stop entro dicembre 2025. Occorrono più energie rinnovabili, in un Paese che, a differenza delle fonti fossili, ne ha moltissime a disposizione.
Nella settimana entrante, nella prospettiva di un confronto politico che sarà monopolizzato dalla ricorrenza del 25 Aprile, governo ed opposizione troveranno il tempo per un bagno di realtà che prenda in considerazione questa determinante quanto urgente decisione sul dl bollette?
Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC
