Un miliziano si accorge che dalla sua ferita sgorga sabbia; un poeta ricuce l’ombra di una bambina dopo un bombardamento; un maestro insegna ai suoi alunni come fingersi morti; un generale dorme accanto alla mano recisa di una santa; una contadina dipinge di nero tutti gli alberi del suo podere; un fotografo mette il piede su una mina e non lo toglie più.
Questa è la storia di un feroce conflitto civile, dei tre anni che hanno insanguinato un paese all’alba di un cataclisma che insanguinerà il mondo. Questa è la storia della Guerra di Spagna come non l’avete mai letta. E in mezzo alla furia cieca delle armi e delle ideologie, ci sono gli Ardolento, una ramificata famiglia di olivicoltori andalusi capeggiata dal patriarca Odisto, i cui membri si amano e si odiano, si disperdono e si ritrovano, provano a resistere e a salvarsi.
In questo disperato errare per l’Iberia a ferro e fuoco, il loro cammino di uomini e donne comuni incrocia quello di García Lorca, Hemingway, Picasso, Bernanos, Zambrano, Unamuno, Capa, Orwell, ma anche l’Uomo del Destino, il Generalissimo Francisco Franco. Tra visioni profetiche, antichi prodigi, coraggio, viltà e vendette, questo poderoso romanzo in cui la magia sostiene il crudo reale racconta la disintegrazione di una stirpe, di una piccola città, di un grande paese che si riempirà di case vuote.
Non so perché, ma lo so. So che un giorno, e non manca molto, me ne dovrò andare. L’ho sognato. Ci saranno nebbia e rumore e sangue. Mi sono visto cadere e affondare le mani in un’altra terra.
«David Uclés ci conduce nel cuore della guerra civile spagnola attraverso i riti, la terra, i prodigi di un paese dove la pioggia può sciogliere la carne e le pareti delle case si tingono a lutto. Un romanzo che ammalia e disvela a ogni pagina il senso più tragico della Storia». Nicoletta Verna
«Straordinario. Pieno di poesia, di forza letteraria. Una voce diversa». Manuel Vilas
«Avvertenza per i lettori: correte il serio rischio di rimanere affascinati». Irene Vallejo
«Unico e prodigioso. Una prosa magica che sfida i limiti della realtà». Gioconda Belli
La penisola delle case vuote unisce elementi immaginari e reali: è immaginaria la cittadina di Jándula, da cui proviene la famiglia di olivicoltori al centro del romanzo, ma sono reali la violenza e gli orrori della Guerra di Spagna (17 luglio 1936 – 1º aprile 1939) raccontati attraverso l’accostamento tra epico e quotidiano, poetico e grottesco.
Il paese a cui è ispirato Jándula si chiama Quesada, ed è da qui che provengono tutti i membri della famiglia di Uclés.
Per scrivere La penisola delle case vuote David Uclés ha impiegato circa quindici anni, durante i quali ha tratteggiato i suoi protagonisti arricchendo e mescolando la storia della sua famiglia con nuovi dettagli e nuove intuizioni.
David Uclés (Úbeda, 1990) è scrittore, musicista, illustratore, traduttore e interprete da tedesco, francese e inglese. È autore di racconti e di quattro romanzi che hanno ottenuto numerosi riconoscimenti.
Con il suo ultimo libro, La ciudad de las luces muertas, ha vinto il prestigioso Premio Nadal. Collabora con diverse riviste, tra cui Actúa, Quo ed Esquire.Attualmente vive a Madrid.
