Adele Casagrande ha una vita professionale fatta di soddisfazioni e riconoscimenti, eppure non è contenta. A sessant’anni vuole ricominciare da capo.
Per trent’anni ha avuto il coraggio di restare nel suo ruolo di moglie e madre. Ora che i figli sono grandi e i tradimenti del marito hanno smesso di farle male, senza però essere mai stati dimenticati, qualcosa dentro di lei chiede una risposta. Una questione irrisolta la spinge a concedersi una nuova opportunità: capire se può finalmente essere se stessa, e se è ancora capace di amare e lasciarsi amare.
Con Io sono Adele (in uscita il 5 maggio), Csaba dalla Zorza dà voce al suo personaggio, La governante, per raccontare in prima persona quelle regole rigide con le quali si è fasciata stretta, per darsi pace e conforto. Il romanzo vive di momenti autobiografici che si mescolano in modo delicato all’immaginazione, portando avanti la trama del libro che ha appassionato oltre centomila lettori e che ha lasciato Adele lì dove la ritroviamo ora. Davanti a se stessa.

Il luogo scelto dove poter sparire tra le pieghe di giorni tutti uguali, in una solitudine e in un silenzio quasi meditativi, è per lei Villeneuve-lès-Avignon, in Provenza, che ben conosce, ma dove nessuno la conosce. Ma il suo nuovo lavoro come governante la trova anche coinvolta in una famiglia disgregata, tenuta insieme solo dalle convenzioni. Lentamente Adele entrerà nell’intimità della famiglia Colbert, e soprattutto dei figli, per tentare, con pazienza e discrezione, di rimettere insieme ciò che sembra sul punto di rompersi definitivamente.
Mentre le sue mani lavorano e si prende cura degli spazi e degli oggetti — dalla cucina al solaio — Adele intraprende un viaggio interiore complesso e doloroso in cui riemergono i conflitti familiari e le ferite del passato, fino alle ragioni profonde che l’avevano spinta a fuggire dall’altra parte del mondo quando era ancora ragazza. E soprattutto il peso di un segreto custodito a lungo, che ha contribuito a definire scelte e rinunce.
Come una moderna Mary Poppins, si prende cura di chi la circonda, e offre qualcosa di raro: attenzione e rispetto. Le tavole apparecchiate con eleganza, i pasti preparati con precisione, la presenza silenziosa ma costante iniziano a trasformare la casa.
Come già ne La governante, Csaba dalla Zorza esplora con lucidità e sensibilità la condizione femminile contemporanea, ma qui lo sguardo si fa ancora più vicino, confidenziale.
Io sono Adele è un racconto sulla necessità di rileggere la propria storia, sulle tracce invisibili che l’infanzia lascia nelle vite adulte, sulla tensione tra dovere e desiderio e sul modo in cui le donne costruiscono se stesse nel tempo. E soprattutto racconta quel desiderio profondo — e universale — di credere che anche dopo i sessant’anni sia possibile cambiare, scegliere, ricominciare. E vivere finalmente la vita che si desidera.
Csaba dalla Zorza avrebbe voluto diventare una scrittrice di romanzi quando aveva diciassette anni, ma la vita per lei aveva altri piani. Ha iniziato nel marketing, ha vissuto nel Sud della Francia, è tornata in Italia, si è dedicata a scrivere di cucina e di buone maniere. Ventitré libri dopo, ha trovato il coraggio di misurarsi con la narrativa scrivendo il suo esordio La governante, pubblicato da Marsilio nel 2025. Io sono Adele è il suo secondo romanzo.
