Al Teatro Agricantus il grido di “Corale” manifesto e atto politico del duo Curù

Un grido di resistenza è pronto a levarsi al Teatro Agricantus di Palermo martedì 14 aprile alle ore 21 con il concerto intenso e appassionato di Curù, il duo composto delle cantautrici Giana Guaiana e Bruna Perraro che presenteranno i brani del loro primo album di inediti “Corale – voci sommerse, storie negate”, pubblicato da RadiciMusic Records e patrocinato da Amnesty International Italia.

«Scintilla che ha dato vita al progetto sono state le voci di due donne incarcerate in Medio Oriente per reati d’opinione – spiegano le artiste –: l’attivista iraniana Sepideh Gholian, che con l’inchiostro del suo diario spezza le sbarre del suo inferno carcerario, e l’artista curda Nûdem Durak, con la quale abbiamo intessuto una sorellanza di carta e speranza scambiandoci lettere. Per la composizione delle prime tre canzoni abbiamo unito le loro voci alle nostre, e dal seme di queste storie è fiorito il resto dell’album».

“Corale – voci sommerse, storie negate” è un atto civile, musica a sostegno dei diritti umani: storie di resistenza, di lotta politica e soprattutto storie di umanità. Il titolo del disco è anche un manifesto, un grido di resistenza e un abbraccio collettivo: un canto che unisce le differenze, dà voce a chi non ha voce e celebra la forza umana contro il silenzio e l’oblio.

Il progetto, che ha visto la luce proprio un anno fa, è un invito a unire le differenze, a riconoscersi come coro. E’ un “noi” che resiste all’individualismo, che vuole essere cassa di risonanza, amplificatore delle voci sommerse e negate: le voci di tutte quelle donne incarcerate per avere sfidato il silenzio, dei popoli che difendono la propria terra, di quanti non hanno voce. Sul palco il duo Curù (Giana Guaiana voce e chitarra, e Bruna Perraro voce e flauto) accompagnato da Francesco Farinella alla fisarmonica proporrà una tessitura di canti tradizionali, canti d’autore, immagini, racconti, citazioni e biografie.