Il cosiddetto accordo per riaprire lo stretto di Hormuz è tutto da verificare, ché allo stato il traffico delle petroliere non è ripreso e assistiamo ad una farsa come quella ipotizzata dal presidente Usa per creare una joint venture con l’Iran per la gestione dei pedaggi… quindi la guerra sarebbe servita a questo?
Nel frattempo, il nostro governo, per venire incontro ai consumatori ha previsto un taglio “temporaneo” delle accise… taglio che al momento è tutto da verificare per i suoi effetti sulla riduzione del prezzo alla pompa.
Per garantire la funzionalità di questo provvedimento sono mobilitati Mister Prezzi e Guardia di Finanza: devono verificare i costi e le strategie degli operatori del mercato, confrontarli con i prezzi finali e valutare la congruità dei loro margini (con attenzione anche ai cosiddetti extra profitti?). Insomma i prezzi sono controllati. Il libero mercato – domanda e offerta – viene sostituito da una sorta di mercato di Stato.
Siamo sicuri che è questo quello che si vuole per venire incontro ai consumatori? Con le industrie dimensionate a distributori di Stato? Con l’attuale risultato dei prezzi alla pompa che non scendono per i consumatori e le aziende/distributori che saranno meno motivati per il proprio business?
Va bene il taglio delle accise, ma è su questo che si basa una politica energetica? Non sarà questa “toppa” del taglio prodromica di un peggioramento dei problemi in essere?
Lo Stato non dovrebbe entrare in gestione e formazione dei prezzi, controllando invece che non ci siano monopoli e aggiotaggio. Aiutando in momenti di difficoltà, con taglio di accise generalizzato e bonus benzina caso per caso. Lo Stato dovrebbe lavorare, pur con le difficoltà dovute al gap di averlo fatto poco e male finora, a far venire meno il bisogno di petrolio: trasporti pubblici ed energie alternative….. ma sembra che siamo in alto mare, con l’aggravante di far venire meno il libero mercato.
Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC
