Governo in carica. Non è federalista europeo e non aspira ad esserlo. Patto di Stabilità ed energia

Dopo la relazione del capo del governo ieri in Parlamento, al di là dei singoli argomenti su cui si può credere o meno a quanto riferito dalla premier e più o meno contestato dalle opposizioni, una cosa è certa: il governo in carica non è federalista europeo e non aspira ad esserlo.

Il rapporto dell’Italia con l’Ue, ribadito in termini  generici, è proprio per questa genericità che mostra la sua avversità a idea e progetto federalista. Noi siamo noi – dice la premier – e l’Ue è quella che ci serve quando noi possiamo attingere dai suoi forzieri.

Per questo la premier chiede la sospensione del patto di Stabilità, pur non ricorrendo circostanze che potrebbero valorizzare la richiesta (come fu, per esempio, durante in Covid): noi Italia, con le  scelte politiche ed economiche che facciamo, non intendiamo armonizzarci ad una politica comune…. pur se noi stessi ne siamo stati protagonisti per scelte e governo.

Stesso motivo quando l’Italia chiede all’Ue di tassare i cosiddetti extra profitti delle aziende energetiche per far fronte alla crisi energetica da guerra in Medio Oriente e Iran..

L’Ue ha già risposto tramite il commissario Valdis Dombrovskis: forse ci saranno aliquote più basse, ma niente tasse sugli extra profitti; gli Stati membri sono liberi di farlo da soli. Ma l’Italia di Meloni, dopo l’inutile provvedimento di calo temporaneo delle accise sui carburanti, non se la sente di affrontare da sola la problematica energetica, su cui non ha carte da giocare grazie alla mancanza di autosufficienza, le incentivazioni nazionali dell’energia fossile (rimandano al 2038 la chiusura delle centrali a carbone) e penalizzazione delle produzioni di energie alternative (dove ha anche emulato l’Ue che ha rimandato parte del Green Deal).

Questi sono due esempi che, viste le attualità politico-economiche del momento, sono molto sintomatici di un governo che non ha intenzione di operare in armonia ed incentivazione delle scelte comunitarie. Si pensi al sostegno di questo governo al governo uscente ungherese per le elezioni di domenica prossima… governo uingherese che non si capisce perché sia ancora partecipe dei vantaggi di essere membro dell’Ue (sostegno a Putin, approvvigionamento energetico dalla Russia, illiberalità conclamata  e normativa dei suoi ordinamenti, etc).

Sono questi, secondo noi, i momenti difficili dove va fatto il gioco di squadra con l’unica… squadra che abbiamo per non dipendere dagli umori di poteri bellici ed economici di due delle maggiori potenze mondiali. E se non lo facciamo rafforzando e riformando l’Ue in senso federalista…..

Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC