MEDITERRANEO CENTRALE, UNHCR: 2.150 arrivi a marzo, -14% rispetto al mese precedente

Sono 2.150 le persone sbarcate sulle coste italiane nel mese di marzo 2026. Il dato mostra una diminuzione del 14% rispetto al mese precedente (2.510).

Le persone arrivate sono partite da Libia, Tunisia, Algeria e Turchia. La Libia è stata anche questo mese il primo Paese di partenza, con circa il 93% di tutti gli arrivi via mare in Italia.

Il 50% delle persone arrivate a marzo sono sbarcate a Lampedusa. Altri porti di sbarco includono Augusta, Pozzallo, Civitavecchia, Carrara, Ancona, Ortona, Trapani, Sant’Antioco, Vibo Valentia, Messina e Bari.

Almeno una persona risulta morta e una dispersa in base alle testimonianze raccolte dal nostro staff su due incidenti avvenuti nel mese di marzo in prossimità delle coste italiane sulla rotta del Mediterraneo Centrale (il dato è sottostimato poiché basato solo sulle informazioni raccolte dai team UNHCR agli sbarchi in Italia).

Nei primi tre mesi dell’anno sono stati registrati 6.117 arrivi via mare, in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2025 (9.215). Da inizio 2026, la Libia è il primo paese di partenza con l’87% di tutti gli arrivi via mare in Italia (il 92% nei primi tre mesi del 2025). La Tunisia si conferma secondo Paese di partenza con il 7% di tutti gli arrivi via mare (5% nel periodo gennaio-marzo 2025).

Nel 2026 la Sicilia continua ad essere la regione più interessata dagli sbarchi a livello nazionale, in particolare a Lampedusa che registra il 57% di tutti gli arrivi via mare nei primi tre mesi dell’anno (81% nello stesso periodo del 2025).

Per quanto riguarda le nazionalità di origine, da gennaio a marzo quelle prevalenti sono: Bangladesh (29%), Somalia (15%), Pakistan (11%), Sudan (10%), Egitto (8%), Algeria (4%), Tunisia (3%), Costa d’Avorio (2%), Guinea (2%) e Iran (2%).

Nel periodo gennaio-marzo i minori non accompagnati rappresentano il 21% di tutti gli arrivi via mare in Italia, rispetto al 12% dello stesso periodo dell’anno precedente.

Da gennaio a marzo 2026, il 20% delle persone sono state soccorse dalle ONG nel Mediterraneo.

Secondo i dati IOM (Missing migrants Project) 830 sono le persone morte e disperse nel Mediterraneo nei primi tre mesi del 2026 (rotta dell’Africa nord-occidentale esclusa) di cui 623 lungo la rotta Centrale (75%). Lo scorso anno nello stesso periodo, le vittime erano state 415 di cui 229 lungo la rotta Centrale.

L’UNHCR è presente nei luoghi di sbarco dove continua a supportare con team dedicati le autorità italiane, in collaborazione con le agenzie nazionali ed europee e gli altri partner, per fornire informazioni ai nuovi arrivati e per una pronta individuazione e la tempestiva presa in carico delle persone più vulnerabili presso servizi e cure specializzati.