Edilizia: il TAR Palermo bacchetta il Comune di Palermo rimasto inerte e lo condanna al pagamento delle spese legali

Palermo – La Terza Sezione del TAR Sicilia ha accolto il ricorso della società Italiana Sud Costruzioni – Ital.S.Co. s.r.l., condannando il Comune di Palermo per non aver rimosso un palese errore cartografico nel Piano Regolatore Generale (PRG).

La vicenda ha inizio nel giugno 2025, quando la società proprietaria di un immobile in via E. Morselli segnala un paradosso urbanistico: parte della struttura risultava destinata all’allargamento della sede stradale. Una previsione ritenuta del tutto irragionevole, trattandosi di una strada a fondo cieco già larga 12 metri.

Oltre al danno logico, vi era quello economico: a causa di questo vincolo errato, la società non poteva completare gli obblighi edilizi necessari per mantenere le agevolazioni fiscali previste dal “Decreto Crescita”.

Nonostante i solleciti e la chiarezza della situazione, il Comune di Palermo è rimasto inerte, producendo solo note interlocutorie senza mai risolvere il problema. La società, assistita dagli avvocati Girolamo Rubino e Calogero Marino, si è quindi rivolta ai giudici amministrativi denunciando il cosiddetto “silenzio-inadempimento“.

I legali hanno sottolineato come la correzione di un errore materiale non sia una scelta facoltativa per l’amministrazione, ma un dovere giuridico dettato dai principi di legalità e buon andamento.

I giudici del TAR hanno dato ragione alla ditta costruttrice, affermando alcuni fondamentali per la gestione del territorio.

In particolare, i Giudici hanno chiarito che il Comune non può trincerarsi dietro atti preparatori; ha il dovere di dare una destinazione urbanistica certa alle aree dove i vincoli di esproprio sono decaduti.

L’Amministrazione ha ora sei mesi di tempo per definire l’istanza della società.

In caso di ulteriore ritardo, scatterà l’intervento sostitutivo di un Commissario ad acta, individuato nel Dirigente Generale del Dipartimento Urbanistica della Regione Siciliana.

Oltre alla nomina del commissario, il Comune di Palermo è stato condannato al pagamento delle spese legali.

Una decisione che segna un punto a favore della certezza del diritto per le imprese operanti nel settore edilizio