Messina – Si faccia avanti un mediatore di pace per gestire la campagna elettorale di Palazzo Zanca. Per favore, qualcuno ci liberi dalla mediocrità di questa pioggia di comunicati che invece di spiegare i programmi, alimentano scontri e rancori.
I messinesi non ne possono più, ma loro, i due galli nel Palazzo, Federico Basile e Marcello Scurria, c’hanno preso gusto: si è stabilito un dibattito via etere, e le loro vicende imperversano in ogni post sui social, come se si trattasse dell’ennesima tassa da pagare, come non bastasse quella imposta dalla Legge.
A questo punto, non ci sorprenderemmo, se qualcuno pensasse di scrivere una soap sulla loro vita. Raccontando, per filo e per segno, quante volte i due vanno in bagno, se hanno o no, qualche scheletro nell’armadio, se solo uno, o peggio, un cimitero. Non sono un profeta né figlio di profeta, disse una volta Andreotti rispondendo a una interrogazione. Vi pare che se ci fosse una possibile e ragionevole soluzione per evitare questa tensione o il loro sprolòquio, qualcuno dei loro consiglieri non l’avrebbe suggerita, o non l’avrebbero considerata le due parti perennemente in guerra?
E’ questa la politica, bellezza!

Allegria!, avrebbe detto il Mike nazionale. Un aiuto alla possibile scalata del Comune di Messina merita pure qualche aiutino, altro che possibile felicità acquistabile in farmacia: non è forse vero che il desiderio ha sempre necessità di uno stimolo. E’ il desiderio che fa funzionare la macchina umana. Se non è sesso è potere: scusate il francesismo ma comandare non è meglio che fottere?
Ma sono le idee, nel nostro caso, i programmi elettorali che dovrebbero mettere in moto i muscoli. E le idee, per il momento scarseggiano, anche se Basile, bene o male, qualcosa ha proposto, mentre Scurria si è limitato a provocare lui e Cateno De Luca, quasi si trattasse di un fatto personale. La politica, la gestione del bene pubblico è ben di più: è un sostegno, un cappotto contro le intemperie, una bussola per non perdere il cammino, una guida che illustra il mondo, ma anche il martello del fabbro che ti forma.

Ecco che taluni comunicati che in queste prime settimane di campagna elettorale più che a darci informazioni servono a farci riflettere su cosa è oggi la politica siciliana. E cosa dobbiamo aspettarci da questa classe dirigente. Poco o nulla.
D’altra parte, se si diventa onorevoli per grazia ricevuta, perché scandalizzarsi se al Comune, in Giunta o nelle varie società di servizio, non si deve per forza essere preparati e con le carte in regola?
Cittadini facciamo una bella riflessione sulla politica, in maniera più cinica che romantica, e vediamo se finalmente da quei numeri ne esce un quadro, se non obiettivo, almeno più vicino alla nostra realtà, quella di tutti i giorni, anzi meglio, quella del fine mese, sempre più complicato per i cittadini.
A Basile, Scurria e compagnia danzante vorremmo ricordare il fine mese, non una gioia, una festa o la cena di Natale.
La morale evolve, però i sentimenti fondamentali resistono
Cari candidati, dai raccontate voi: cosa ne pensate di parlare di cose che interessano la comunità, il territorio piuttosto di quel che accade nelle stanze da letto? Perché ci sembra che di questo passo si arriverà anche a questo: il mio è più lungo del tuo: Cialis!
