Telefonini. Fenomeni di distrazione individuale, pericoli di massa

Ci sono alcuni episodi “banali” quanto abituali che servono a ricordarci cos’è e com’è la nostra vita oggi nella società digitalizzata globale. Semplicemente: non è la nostra vita, ma di una macchina, un numero, una pedina. Nelle mani di chi ci vuole bene e ci vuole male. E, nel dubbio dell’afflato affettivo, oltre  che saperlo, è bene decidere a priori se si vuole condividere.

Durante la sua corsa mattutina, un militare di stazza sulla portaerei francese nucleare Charles De Gaulle, si è collegato a un’app di sportivi, Strava, e tutto il mondo ha saputo, grazie ai giornalisti del quotidiano Le Monde, che l’ammiraglia era al largo di Cipro per proteggere segretamente il Paese dell’Ue dalle minacce (già materializzate nei giorni scorsi con l’incursione di droni) dell’Iran.

La condivisione social è stata galeotta. E’ quanto accade tutti i giorni se, nel nostro telefonino che abbiamo fisso in tasca ovunque, non disattiviamo (financo spegnendo del tutto il device, o meglio non portandolo con sé) la localizzazione dello stesso. A qualcuno può servire perché vuole o è bene essere localizzato, ma molti non se ne rendono conto. E se succede ad un militare sulla portaerei francese… immaginiamo quanti “distratti” o ignari ci siano.

Ognuno deve sapere  e capire che non è solo. Mai. Amanti in fuga, minorenni in giro con amici, funzionari dove non dovrebbero essere, viaggiatori. Il Grande Fratello digitale di cui sembra che non se ne possa fare a meno, fa sapere a tutti dove siamo e cosa facciamo.

Io in genere, quando prendo il tram, mi “diverto” a contare le percentuali di passeggeri che viaggiano con il capo chino sul proprio telefonino. Altissime e quasi assolute queste percentuali. Mi “diverto” anche, con discrezione, a sbirciare cosa guardano e, quasi sempre, sono apparenti banalità tipo gattini che giocano o “games”. Moltiplicatori di solitudine in apparente funzione di distrazione culturale. Lo stesso telefonino che prontamente utilizziamo per filmare un qualche evento da mediatizzare sui social. Così confermiamo di far parte del pollaio, disinteressandosi del potere di ogni tipo che diamo a chi ci consente di farlo.

Un comportamento che dà dipendenza e “distrazione” (incoscienza?)… com’altro apostrofare il nostro militare francese, al pari del nostro tempo usato perché passi.

 

Vincenzo Donvito Maxia
Presidente ADUC