IN_OUT. Libertà Aumentata: arte, cittadinanza e realtà virtuale tra carcere e scuola

La Compagnia Teatrale Petra promuove laboratori artistici negli istituti penitenziari e nelle scuole e lancia una call nazionale rivolta a musei, università e istituzioni culturali per contribuire alla creazione di una library VR destinata alle carceri.

Arte, realtà virtuale e inclusione sociale si incontrano in IN_OUT. Libertà Aumentata, il progetto della Compagnia Teatrale Petra sostenuto dal Ministero della Cultura – Dipartimento per le Attività Culturali, Direzione Generale Spettacolo, Servizio I, che nel triennio 2025–2027 prosegue e rinnova l’esperienza avviata nel 2013 nelle Case Circondariali, trasformando il carcere da luogo di esclusione a spazio di cultura condivisa e dialogo tra chi vive “dentro” e chi entra da “fuori”.

IN_OUT. Libertà Aumentata si afferma come pratica artistica di ricerca, dove la creazione scenica diventa spazio di responsabilità condivisa e produzione culturale e il carcere è luogo attivo di linguaggi contemporanei. Il progetto comprende laboratori sulla transizione digitale, con focus su realtà virtuale e nuove tecnologie, e una programmazione culturale in alcuni istituti di Basilicata e Puglia che porta eventi e incursioni artistiche, consolidando un percorso di inclusione, formazione e innovazione creativa. I laboratori sulla transizione, realizzati con visori e una library immersiva (spettacoli, video-danza, opere a 360°, visite virtuali a musei e siti archeologici, contenuti cinematografici) sviluppata anche grazie a collaborazioni con RAI Cinema, Fondazione Potenza Futura, Noeltan Arts, Puglia Promozione e Novalab srls, integrano l’esperienza reale e ampliano le possibilità di relazione e conoscenza.

Per ampliare l’offerta di contenuti culturali fruibili in realtà virtuale (VR), è attiva una call pubblica rivolta a enti culturali, musei, archivi, amministrazioni pubbliche e università, finalizzata ad attivare collaborazioni per la condivisione e la produzione di nuovi contenuti immersivi destinati ad arricchire la library VR accessibile all’interno degli istituti penitenziari. L’iniziativa si rivolge a istituzioni pubbliche e soggetti appartenenti al sistema culturale, scientifico e della ricerca che dispongono di contenuti digitali (video a 360°, tour virtuali, ambienti VR, modelli tridimensionali).

Possono partecipare:

  • musei statali, civici, fondazioni museali e sistemi museali territoriali, interessati a condividere tour virtuali, ricostruzioni immersive, modelli 3D o percorsi digitali delle proprie collezioni;
  • parchi archeologici, siti monumentali e complessi storico-artistici, che dispongano di contenuti digitali relativi a luoghi e contesti di particolare valore storico e culturale;
  • archivi e biblioteche, statali, regionali o comunali, impegnati in attività di digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio documentale;
  • università, centri di ricerca e laboratori di digital heritage, attivi nello sviluppo di progetti di realtà virtuale, ricostruzione tridimensionale e valorizzazione digitale del patrimonio culturale;
  • Amministrazioni pubbliche, enti territoriali e istituzioni culturali, interessati a promuovere la fruizione digitale di luoghi, paesaggi e patrimoni culturali locali;
  • artisti, compagnie, collettivi creativi, professionisti e soggetti del settore culturale e audiovisivo, che dispongano di contenuti immersivi o progetti digitali (video a 360°, ambienti VR, opere multimediali, ricostruzioni virtuali).

L’iniziativa intende promuovere l’accesso alla cultura, la valorizzazione del patrimonio culturale e l’innovazione digitale, sperimentando nuove modalità di fruizione culturale in contesti educativi e sociali complessi come quello penitenziario, con l’obiettivo di favorire processi di inclusione, apprendimento e partecipazione culturale.

In questa cornice si inserisce, per l’anno scolastico 2025–2026, il percorso rivolto ad alcune classi IV degli istituti secondari di Potenza e Villa d’Agri. Il progetto coinvolge l’Istituto Professionale di Stato per i Servizi di Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera Umberto Di Pasca, il Liceo Coreutico Statale Walter Gropius, il Liceo delle Scienze Umane Rosa Gianturco e l’Istituto Omnicomprensivo Marsicovetere Villa d’Agri. L’obiettivo è offrire strumenti critici per comprendere il sistema penitenziario alla luce dell’Articolo 27 della Costituzione, evitando semplificazioni e restituendo la complessità del tema: errore, responsabilità, diritti e funzione rieducativa della pena diventano materia di confronto tra diritto, pratica artistica e dimensione umana.

Il percorso prevede incontri gratuiti culminando a dicembre con la matinée finale presso la Casa Circondariale di Potenza, dove gli studenti assisteranno allo spettacolo esito del laboratorio di teatro danza condotto con i detenuti.

Il primo incontro, a febbraio, è stato dedicato alla decostruzione degli stereotipi sul carcere attraverso materiali visivi e testimonianze dei processi creativi sviluppati all’interno dell’istituto penitenziario. A marzo il focus si concentra sull’Articolo 27 e sul senso della pena, con il coinvolgimento di rappresentanti dell’amministrazione penitenziaria, in un confronto diretto tra studenti e operatori. Ad aprile l’attenzione torna sulla ricerca artistica a partire dal volume Altrimenti il carcere resta carcere. Teatro Oltre i Limiti – Compagnia Teatrale Petra (Bulzoni Editore) di Ornella Rosato e Alessandro Toppi: il teatro e la danza in carcere vengono indagati come ambito di ricerca contemporanea, capace di interrogare il corpo come spazio politico e la relazione come atto creativo. In questa occasione viene presentata anche la redazione podcast del progetto, come strumento di costruzione collettiva del racconto. Dopo l’estate, a ottobre, il percorso affronta la transizione digitale con la presentazione del video immersivo HUMANA, diretto da Matteo Maffesanti e interpretato dai detenuti del laboratorio. Attraverso visori VR, gli studenti sperimentano direttamente l’esperienza immersiva, comprendendo come la realtà virtuale possa ampliare l’accesso culturale anche in un contesto segnato da limitazioni strutturali.